Mattarella dà la sveglia al governo: “Più concretezza e capacità progettuale”

Colle preoccupato dai ritardi: “La Ue ha colto il cambiamento, tocca a noi”

Dov’è il governo? Dov’è il piano di rilancio? E il programma di riforme, quello che dovrebbe convincere l’Europa a sganciarci 207 miliardi, che fine ha fatto? Sergio Mattarella sembra piuttosto preoccupato: l’Italia è ferma, il tempo stringe, l’autunno si avvicina. «Occorre riflettere su quanto è accaduto e avviare l’opera di ricostruzione con maggiore qualità. Questa non può attendere e ha bisogno di profonda idealità, di ampia visione e di grande concretezza». Ecco, la concretezza: «Ci sono dei ritardi da colmare», finora si è visto soltanto fumo.

Troppi dossier aperti, troppe decisioni rinviate e poco lavoro di squadra tra maggioranza e opposizione, tra centro e periferia. Insomma, serve un colpo d’ala, un’assunzione di responsabilità, invece ci si attarda in un «gioco di interessi», sia pur «legittimo». E così il capo dello Stato deve approfittare di un messaggio al Meeting Cl di Rimini per dare, nel suo modo felpato e istituzionale, una sveglia a Palazzo Chigi. «Nei passaggi storici più importanti – scrive – pesano ovviamente le condizioni materiali. Ma il rilancio è possibile soltanto se si manifesta capacità progettuale, tendenza allo sviluppo integrale della persona, impegno per la crescita». Se al contrario cederemo «alle spinte alla chiusura, al risentimento, all’avversione», sarà inevitabile «il fallimento».

C’è quindi bisogno di stringere. Ora, subito. «Siamo chiamati a ripartire con maggiore qualità – sostiene il capo dello Stato – con più forte coscienza di comunità». Sul tavolo del governo ci sono diverse questioni irrisolte, dalla difficile riapertura in sicurezza delle scuole ai nuovi interventi economici al sostegno delle categorie più toccate dalla crisi del Coronavirus. Ma tutto l’architrave si regge sui promessi fondi europei, che verranno stanziati a certe condizioni e di fronte a un preciso programma di investimenti. Che ancora non si vede, intanto la maggioranza non trova l’accordo sulle misure da prendere.

La situazione è grave. La quarantunesima edizione del Meeting, spiega Mattarella, si svolge mentre «la terribile pandemia semina sofferenze e morte a ogni latitudine, facendo irruzione nella nostra storia e costringendoci a un rallentamento, purtroppo con pesanti conseguente economiche e sociali». Sarà dura, anche se ce la possiamo fare. «Il nostro Paese ha dato prova delle sue energie morali e civili», abbiamo lottato e sofferto, abbiamo seguito le indicazioni e sperato. Adesso tutti devono fare la propria parte.

L’Unione Europea, in qualche modo, ha fatto la sua, «ha colto il cambiamento ed è stata capace di offrire una risposta efficace e innovativa alla pandemia». Al termine di un vertice Ue lungo e turbolento, Bruxelles ha comunque messo a disposizione una serie di strumenti finanziari mai visti per quantità e originalità, che «oggi sono la premessa di un rilancio dell’Italia». Però ora tocca a noi. «Tutti dobbiamo contribuire all’impegno economico, sociale e culturale che ne deriva. Le istituzioni innanzitutto e l’intera società, con le sue forze economiche e le sue preziose autonomie». Basta liti e diamoci da fare «per rendere più salda l’Italia e garantire il futuro delle sue giovani generazioni».

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