Mes, lo strappo del M5s: vota insieme alla Lega al Parlamento Ue

Spaccatura in Ue tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, che vota a favore di un testo presentato dal Carroccio. È tensione con i dem

Non c’è (quasi) mai il sereno in casa giallorossa. Nella settimana dell’accordo a Bruxelles sul Recovery Fund che stanzia 750 miliardi di euro per sostenere le economie dei ventisette Paesi membri, messi in ginocchio dalla pandemia di coronavirus, arriva una nuova spaccatura tra il Movimento 5 Stelle e il Partito Democratico. Tutto nasce da un emendamento presentato in terra belga dal Carroccio di Matteo Salvini: il testo del Carroccio, nello specifico, chiede di non adottare il controverso Mes (il Fondo Salva Stati) a sostegno dell’economia continentale colpita dall’ondata del Covid-19.

E non è tutto. L’emendamento leghista è stato sposato in toto dal gruppo Identità e democrazia, di cui la Lega è appunto parte all’Europarlamento (insieme, tra gli altri, al Raggruppamento Nazionale di Marine Le Pen e Alternativa per la Germania).

Ecco, al momento del voto nella plenaria ai voti favorevoli del gruppo, della stessa Lega e anche di Fratelli d’Italia, si sono aggiunto anche quelli favorevoli del Movimento 5 Stelle. Insomma, i pentastellati hanno votato insieme alle forze di opposizione in Italia e contro il Partito Democratico.

L’emendamento contro il Mes, comunque, non è passato: è arrivata la bocciatura con 560 pareri contrari. Tra questi, i voti non solo del piddì, ma anche di Italia Viva, Forza Italia e Azione. Non può dunque passare inosservato lo strappo grillino, a favore degli ex alleati leghisti e contro gli attuali partner dem al governo. Non certo una prova di coesione e unità di intenti all’interno della traballante maggioranza giallorossa di Giuseppe Conte. [[nodo 1878855]]

L’asse M5s-Pd, peraltro, era già stato messo sotto stress nelle scorse ore, in seguito all’uscita di Alessandro Di Battista, che si auspicava l’ingresso del presidente del Consiglio nel Movimento. Una sparata che ha indispettito e non poco Nicola Zingaretti & Co.

Ma è proprio sul Recovery Fund e il Mes che Pd e M5s non trovano la quadra, continuando a bisticciare sul Meccanismo europeo di stabilità – di cui lo stesso inquilino di Palazzo Chigi non è un grande fan. Ne è invece un sostenitore il segretario Zingaretti, che reputa positivo e utile l’utilizzo del Mes a vantaggio dell’economia tricolore. E sulla sua posizione si sono allineati anche altri big del partito, come Graziano Delrio, capogruppo dem alla Camera. In tutto questo, anche Matteo Renzi: il leader di Italia Viva, infatti, e a più riprese, ha speso parole al miele nei confronti del Mes.

Dall’altro lato della barricata i grillini: oltre ai dubbi del premier, c’è la schiera di no rappresentata dall’attuale reggente pentastellato Vito Crimi, dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio e anche da Stefano Buffagni. Ecco allora perché lo strappo di questo pomeriggio all’Europarlamento non è esattamente inaspettato. Ma neanche un qualcosa privo di conseguenze.


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