Mostre, è Dante la star del 2021

 Con l’arrivo del 2021, e si spera con la riapertura dei musei non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà, entrano nel vivo le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri, attraverso numerosi progetti di alto valore culturale e scientifico che vedranno il Sommo Poeta protagonista, realizzati in diverse città, da Firenze, che gli diede i natali, a Ravenna, suo “ultimo rifugio”.
    FIRENZE – Il primo progetto, al via già dal 1 gennaio, è degli Uffizi ed è completamente virtuale: si tratta della grande mostra “A riveder le stelle”, che presenta sul sito del museo fiorentino tutti i disegni di Federico Zuccari per la Divina Commedia, per la prima volta digitalizzati in alta definizione.
    Gli 88 fogli realizzati alla fine del Cinquecento da Zuccari costituiscono la più imponente compagine illustrativa della Commedia realizzata prima dell’800: un patrimonio prezioso, ora visibile in un percorso a tappe in grado di farlo ammirare nella sua interezza ed in ogni dettaglio. Al Museo Nazionale del Bargello, uno dei luoghi danteschi per eccellenza a Firenze (negli affreschi della Cappella è custodito il più antico ritratto di Dante) due saranno i progetti dedicati all’Alighieri: articolata in 6 sezioni e con livelli di lettura differenziati – adatti agli studiosi ma anche ai ragazzi delle scuole – “Onorevole e antico cittadino di Firenze. Il Bargello per Dante” (23 marzo – 25 luglio) offre l’opportunità di esplorare il rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera nella prima metà del Trecento attraverso prestiti di manoscritti e dipinti (che saranno allestiti in dialogo con gli affreschi e altre opere coeve), tutti lavori realizzati da artefici, copisti, commentatori, miniatori e lettori della Commedia intorno all’anno 1337. Dal 23 settembre (fino al 9 gennaio 2022), il secondo progetto espositivo, dal titolo “La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista”, a cura di Carlo Sisi: attraverso una selezione di opere, dalle correnti naturaliste agli influssi europei del Simbolismo, la mostra illustra la complessa percezione della figura di Dante e della Divina Commedia nel contesto letterario tra Otto e Novecento.
    RAVENNA – Oltre alla mostra “Inclusa est flamma”, prima delle tre grandi mostre riunite sotto il logo “Dante. Gli occhi e la mente”, in stretta collaborazione con gli Uffizi, già inaugurata, poi bloccata dalla pandemia e prorogata fino a luglio alla Biblioteca Classense (che ripercorre VI centenario dantesco del 1921), arriva alla Chiesa di San Romualdo, dal 6 marzo al 4 luglio, “Le Arti al tempo dell’esilio”, a cura di Massimo Medica. Nella mostra trovano posto capolavori assoluti, opere che Dante ebbe occasione di ammirare nel suo lungo peregrinare per l’Italia, mentre era in esilio, dal “Polittico di Badia” di Giotto alle effigi di San Pietro e il San Paolo di Jacopo Torriti fino al preziosissimo Offiziolo, una miniatura per la prima volta esposta, ora di proprietà privata, appartenuta al poeta Francesco da Barberino, amico del Poeta.
    Riaprirà anche “Dante nell’arte dell’Ottocento. Un’esposizione degli Uffizi a Ravenna”, progetto speciale in collaborazione con il museo fiorentino che concede in prestito un nucleo di opere d’arte ottocentesche per gli spazi di Casa Dante di Ravenna.
    Quest’ultima potrà avere così fino a settembre una sezione espositiva dedicata al Poeta con opere in lungo deposito: tra i lavori esposti anche “Dante in esilio”, olio su tela di Annibale Gatti. La fortuna popolare di Dante, dal testo alle immagini, tra libri, film, fumetti e cartoni animati, persino videogiochi, a cura di Giuseppe Antonelli; e poi, in parallelo, un percorso d’arte contemporanea, a cura di Giorgia Salerno, con artisti (come Edoardo Tresoldi, Richard Long, Kiki Smith, Rä di Martino) che inseriscono riferimenti danteschi nelle loro opere: è questo infine il doppio binario della mostra “Un’epopea Pop”, al Mar-Museo d’Arte della città di Ravenna dall’11 settembre al 9 gennaio 2022, terza mostra di “Dante. Gli occhi e la mente”.
    FORLI’ – Ai Musei di San Domenico dal 12 marzo al 4 luglio arriva “Dante. La visione dell’arte”, a cura di Antonio Paolucci e Fernando Mazzocca. Nella mostra, che vede insieme gli Uffizi e la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, si documenta la lettura che nei diversi periodi storici è stata data dell’arte di Dante e delle sue opere: tra i capolavori presenti, il ritratto dell’Alighieri e quello di Farinata degli Uberti di Andrea del Castagno nonché un disegno di Michelangelo che ritrae un dannato nell’Inferno della Divina Commedia.
    VERONA – “Tra Dante e Shakespeare. Il mito di Verona” è il titolo della mostra diffusa allestita con un nucleo centrale alla Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e in altri luoghi del centro cittadino. A cura di Francesca Rossi, Tiziana Franco, Fausta Piccoli, e in programma dal 23 aprile al 3 ottobre, il progetto espositivo affronta attraverso una selezione di opere due temi principali, coprendo un arco temporale che dal ‘300 arriva all’800: il rapporto tra Dante e la Verona di Cangrande e il successivo revival ottocentesco di un medioevo ideale; il secondo, tutto scaligero, è il mito shakespeariano di Giulietta e Romeo. (ANSA).
   


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