Napoli, coronavirus: il dono del benefattore anonimo, una tonnellata di banane per i bisognosi

I primi 100 chili sono già arrivati alla palestra di Gianni Maddaloni. Il maestro judoka guarda i 9 scatoloni pieni di banane e non crede ai suoi occhi. Tutto è iniziato con una telefonata: «Gianni, c’è un imprenditore di Cardito che ha comprato una tonnellata di banane per i bisognosi e vuole donarle alle famiglie di Scampia». Un’unica condizione: il benefattore, in epoca di protagonismo social, pretende di restare anonimo.

Si è chiuso così un triangolo della solidarietà che parte a Cardito, passa per Afragola e finisce nell’area nord di Napoli. Già, perché a telefonare Maddaloni è il padre di un bambino autistico di Afragola, che porta Scampia nel cuore, e a dicembre ha vissuto una di quelle sofferenze che accendono qualcosa dentro: il figlio autistico escluso a scuola dalla recita di Natale. Quando è scoppiato il coronavirus, quel papà è diventato uno dei tanti volontari che distribuiscono alimenti, su e giù tra Afragola e Cardito, a stretto contatto coi rispettivi sindaci Claudio Grillo e Giuseppe Cirillo. «L’altro giorno – rivela il papà – il sindaco Cirillo mi ha indicato dove andare a prendere delle banane e ho conosciuto questo signore che mi parlava della “beneficenza che non può essere apparenza, altrimenti è priva di sostanza”. Indicava il quadro di Gesù e mi diceva di ringraziare lui”.

Era il benefattore anonimo. “Mi scuso se non rivelo la mia identità – spiega l’imprenditore – Ma se chi è in difficoltà in questo momento si sente inferiore, quasi in colpa, non vedo perché chi ha possibilità debba ostentare. Con questo maledetto virus ho visto la mia attività andare avanti e altri fermarsi. Senza più un lavoro. Non è giusto. Mi sono detto: tutto quello che posso fare per gli altri, lo farò. In nome di mia madre che non c’è più e tanto faceva per i meno fortunati. Ho iniziato a donare tra Cardito e Afragola, poi sono incappato in questo papà, che è venuto con l’auto a caricare la merce, il merito è suo…”. E le banane sono arrivate così nella palestra di Maddaloni e all’associazione per la legalità “Senza bavaglio” di Claudio Ferrara. «Da due anni distribuisco pacchi alimentari – spiega Maddaloni – Ma col Covid le famiglie da 120 sono diventate 300. Serve una mano. Oltre alle banane, questo imprenditore vorrebbe aiutarci ancora con cibo, pasta, salsa. Io sono un sognatore. Volevo vincere l’Olimpiade e con Pino ce l’ho fatta. Ora voglio trasformare questa palestra che è del Comune in una mensa per i poveri e in un banco alimentare dove arriverà cibo tutti i giorni».

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