Nasce la corrente di Luigino alla Camera e al Senato

La prova sulle nomine Agcom: 42 deputati e 22 senatori rispondono a lui e non al reggente

Nel M5s nasce la corrente politica di Luigi Di Maio: il battesimo ufficiale (tre giorni fa) con l’elezione dei vertici di Agcom e Privacy. Il ministro degli Esteri accelera e prova a giocare la sua partita nei Cinque stelle, muovendosi tra governissimo, leadership e smarcamento dall’alleanza con il Pd. I numeri prima di tutto: l’ex capo politico testa il peso parlamentare della corrente. Di Maio può contare su 42 deputati e 22 senatori: una solida base di partenza. Capace di mandare in aria, soprattutto a Palazzo Madama, l’esecutivo giallorosso guidato da Giuseppe Conte. Il peso della corrente dimaiana è stato sondato sul nome di Emilio Carelli: il parlamentare grillino è stato in corsa per una poltrona ai vertici dell’Agcom. Il capo politico dei Cinque stelle Vito Crimi aveva dato un’altra indicazione di voto: Antonello Giacomelli ed Enrico Mandelli, alla Camera dei Deputati, e Laura Aria ed Elisa Giomi, al Senato. L’esito della votazione ha confermato l’accordo raggiunto in maggioranza: Giacomelli e Mandelli l’hanno spuntata a Montecitorio, Giomi e Aria a Palazzo Madama. Ma Di Maio, nelle ore che hanno preceduto la votazione, ha allertato i fedelissimi con l’ordine di far convergere i voti su Carelli. Una mossa per stanare traditori e compattare i fidati. Tra i più attivi Dario De Falco, braccio destro del ministro degli Esteri, impegnato a sollecitare i parlamentari per l’appoggio all’ex direttore di SkyTG24. L’operazione ha partorito 42 voti per Carelli alla Camera e 22 schede bianche a Palazzo Madama, registrate al termine della votazione che ha visto prevalere Aria e Giomi. Il gruppo ha risposto: la corrente dimaiana è ufficialmente nata.

Ovviamente, non si conoscono i nomi. Si rincorrono voci, sussurri e sospetti. C’è Cosimo Adelizzi, deputato grillino vicino a De Falco, che ha commesso un passo falso: alla vigilia della votazione dei vertici di Agcom e Privacy, Adelizzi nella chat dei parlamentari ha accusato Crimi di aver silurato Carelli. La lista degli indiziati della corrente Di Maio è lunga. Ci sarebbe anche la siciliana Azzurra Cancelleri. Tra i campani spunterebbero i parlamentari Andrea Caso, Iolanda Di Stasio e Luigi Iovino. Circolano i nomi di Filippo Scerra e Leonardo Donno. Si tratta solo di indiziati: il voto è segreto. Non c’è alcuna prova. L’unica certezza è l’ordine partito alla vigila della votazione di convogliare i voti su Carelli. Della corrente dimaiana farebbe parte anche l’ex giornalista Sky. Nell’entourage Di Maio la risposta (della corrente) è giudicata buona. Anche perché l’indicazione di voto su Carelli è stata data solo ai fidati. La corrente c’è. Cosa ne farà il ministro degli Esteri? C’è grande preoccupazione a Palazzo Chigi per i movimenti sotto traccia del titolare della Farnesina. Un altro indizio spaventa il premier Conte: l’accelerata sulla corrente è arrivata nelle ore in cui trapelavano sulla stampa le notizie degli incontri di Di Maio con Mario Draghi e Gianni Letta. Il piano per defenestrare Conte è ufficialmente iniziato?


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