Nba: ‘telefona e denuncia’,a Orlando violazioni protocollo

(ANSA) – ROMA, 16 LUG – La fase finale dell’Nba nella ‘bolla’
anti-Covid di Disney World Orlando – al centro dell’epidemia Usa
– non e’ ancora cominciata, ma la guerra dei nervi tra le 22
franchigie del basket professionistico statunitense è
attivissima. Lo lascia capire la serie di chiamate al numero di
denuncia anonima per le violazioni del protcollo
antiCoronavirus, che ha portato a qualche ammonizione a
giocatori ‘indisciplinati’ in questi ultimi giorni.
    L’NBA ha messo in piedi una linea telefonica anonima a cui
gli stessi giocatori e gli addetti ai lavori possono rivolgersi
per segnalare chi non sta seguendo il protocollo o evita di
utilizzare i dispositivi di sicurezza messi in piedi per evitare
la diffusione del Covid-19 all’interno della bolla di Disney
World a Orlando. Nelle ultime 24 ore, rivelano i media
americani, sono state numerose le chiamate e che alcuni
giocatori. Tra i giocatori ammoniti per il mancato uso della
mascherina o la violazione delle regole sul distanziamento
sociale c’e’ ad esempion Dwight Howard, centro dei Lakers,
colpevole di non aver protetto il naso e la bocca e di aver
continuato a muoversi all’interno dell’hotel senza
preoccuparsene. Lo ha raccontato lui stesso ai giornalisti
durante la conferenza stampa con i media, spiegando di essere
anche stato ammonito e diffidato dal replicare un’atteggiamento
del genere. C’è chi invece scherzando – ma non troppo – su
questa novità, ha sottolineato di aver trovato il modo di far
aumentare in maniera considerevole le possibilità di vincere il
titolo NBA dei suoi Clippers: “Ho segnalato LeBron James ieri
sera – commenta sorridente Doc Rivers, coach dei Clippers – oggi
tocca a Popovich. Sto cercando di tirare dentro tutti quanti, il
mio obiettivo è quello di restare l’unica squadra al completo a
poter scendere in campo”. E poi aggiunge serio: “Non ci stiamo
confrontando con una situazione normale: il Covid-19 è molto
contagioso, dobbiamo essere intelligenti e capirlo. Vogliamo
fare il nostro lavoro e avere un riferimento a cui rivolgersi
può essere di supporto”. (ANSA).
   


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