Nel mondo di Arma 3, dove sono nati i “battle royale”

Arma 3, della software house ceca Bohemia Interactive, è una simulazione bellica parecchio realistica e non certo adatta ai più piccoli. Negli scontri a fuoco in scenari aperti, non si può quindi giocare agli eroi che affrontano orde di nemici senza subire quasi un graffio. In Arma spesso si vien messi fuori combattimento da una sola pallottola che arriva chissà da dove, come appunto capita nel mondo reale. Quindi è consigliato muoversi con cautela.   

Uscito per pc nel 2013, si compra online a circa 28 euro, Arma 3 è però diventato anche la base per costruire altri videogame (“mod”, dall’inglese “modification”, modificazioni) usando la sua struttura di fondo. Ed è questo forse il suo lato migliore. Ne esistono di tutti i tipi, uno dei più curiosi vede da una parte le truppe imperiali di Guerre Stellari e dall’altra orde di zombie, che vanno oltre la modalità e le ambientazioni del videogame originale. Fino a spingersi a tal punto da rendere il videogame irriconoscibile, come accade in Tumbleweed Mod dove si gioca con l’architettura come in Katamari.
E’ dal mondo di Arma che il game designer irlandese Brendan Greene si è rispirato realizzando prima H1Z1 e in seguito PlayerUnknown’s Battlegrounds (Pubg), primo “battle royale” di successo imitato di sana pianta da Fortnite. Arma 3 non ha quella semplicità d’uso e per farlo girare adeguatamente serve un computer di una certa potenza. Detto questo, per 28 euro, offre molto nelle sue mille variabili.

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