Nicchi, spero che virus insegni etica del rispetto

(ANSA) – ROMA, 22 MAG – “Ripartenza? Gli arbitri sono come
sempre determinanti, sarebbe come giocare senza pallone. L’unica
cosa che stiamo facendo da mesi è mantenere forma fisica e
mentale per dare il nostro contributo in caso di ripartenza di
qualunque campionato. Negli ultimi giorni ci sono state
decisioni finalmente puntuali, si sono stabilite date, ci stiamo
preparando a questa evenienza. Il 28 saremo convocati dal
ministro Spadafora e speriamo che arrivi la data per la
ripartenza senza se e senza ma”.
    Intervistato da ‘Radio Sportiva’, il presidente dell’Aia
Marcello Nicchi auspica che venga fatta chiarezza sul via libera
al campionato e ai relativi programmi da rispettare prima che
venga fischiato il calcio d’inizio. “Il nostro protocollo? Sulla
sala Var ne abbiamo sentite di tutti i colori – dice ancora
Nicchi -. Io spero che avremo un protocollo definitivo prima di
partire. Gli arbitri verranno trattati come i giocatori e forse
addirittura con più attenzione, perché siamo un movimento che si
sviluppa a livello nazionale. Ci stiamo già organizzando in
accordo con la nostra commissione medica. Quando ci sarà il
protocollo definitivo, il dottor Pizzi, che è il nostro
rappresentante, ci dirà come muoverci. Per ripartire con arbitri
e Var dovremo riprogrammare controlli su 120 persone”. Secondo
Nicchi, “gli arbitri, gli assistenti, gli osservatori, sono
gente di grande spessore umano e atletico, non si può fare un
paragone col passato perché oggi sono professionisti, sono
preparatissimi e guidati da dirigenti di grande spessore. Poi se
qualcuno si diverte a criticare un arbitro perchè ha sbagliato
una decisione, si torna ai vecchi schemi di cui non sentiamo la
mancanza. Io spero che questo virus ci insegni a cambiare un po’
gli atteggiamenti e avere più rispetto”.
    “C’era bisogno del coronavirus per dire che i giocatori devono
mantenere distanza dall’arbitro per una protesta? – sottolinea
Nicchi – E’ una questione etica che mi auguro sia assimilata da
tutti”. (ANSA).
   


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