Nizza, centrodestra attacca: “Via la Lamorgese”, “Spieghi”

Il massacro di Nizza potrebbe avere una radice italiana. Brahin Aoussaoui, l’attentatore di oggi, potrebbe essere sbarcato il mese scorso a Lampedusa

Bentornato Medioevo. Un tempo fatto di teste mozzate e peste. Uno spettro si aggira per la vecchia Europa. Si chiama paura. I fatti di Nizza mettono in evidenza tutte le debolezze della nostra civiltà. “L’impero romano è caduto quando i romani hanno perso la coscienza di se stessi”, disse qualcuno. E così ci ritroviamo in questo giovedì di fine ottobre a discutere di una tragedia annunciata. Proprio nella laica Francia. Proprio in un tempio della cristianità. Quella paura di cui i popoli europei soffrono riguarda il loro essere. Ecco cosa accade quando si è pronti a tutto pur di far entrare l’estremismo in casa nostra. Non parliamo di una crociata contro il mondo musulmano, che per Dna, tra l’altro, potremmo definire conservatore. Ma di una frangia integralista che semina panico e distruzione. Lo fa da almeno vent’anni. Da quell’undici settembre che rilanciò il moto perpetuo della storia. Una trottola che, dopo la fine della guerra fredda, sembrava ormai destinata ad arrestarsi. Libertà. Stato di diritto e religione cattolica sono sotto attacco. E non siamo stati noi provocare a il nemico.

Questo il centrodestra lo sa. E non si tira indietro quando le voci sembrano confermare che Brahin Aoussaoui (lo squartatore di Nizza) abbia calpestato le travi di un barcone arenatosi a Lampedusa. “Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha il dovere di spiegare come ha potuto un migrante sbarcato in Italia in piena pandemia raggiungere impunemente la Francia e compiere una strage”, tuona la capogruppo in Senato di Forza Italia, Anna Maria Bernini. “È inammissibile che, stante l’emergenza Covid a cui ora si è aggiunto l’allarme terrorismo, a migliaia di immigrati continui ad essere notificato un semplice foglio di via, che nella maggioranza dei casi consente loro di sparire nel nulla. Questo per la mancanza di posti sufficienti nei centri per il rimpatrio”.

Poi continua: “C’è dunque una precisa responsabilità politica che non può essere sottaciuta. Ci vuole un’immediata inversione di rotta sull’accoglienza indiscriminata. È paradossale che il ministro dell’Interno che difendeva i confini sia sotto processo. E chi ha sempre sostenuto che i terroristi non arrivano sui barconi possa restare al suo posto come se nulla fosse accaduto”.

Alla Bernini si unisce la voce di Matteo Salvini: “Se per l’attentatore di Nizza sono confermati lo sbarco a Lampedusa a settembre, il passaggio da Bari e poi la fuga, chiediamo le dimissioni del ministro dell’Interno Lamorgese. L’attentato di Nizza non doveva sbarcare e non doveva essere libero di girare l’Europa e spargere sangue. Signor Conte, chieda scusa al popolo francese e al popolo italiano. Signora Lamorgese, chieda scusa al popolo francese e italiano. E si dimetta”.

Duro anche il commento di Fratelli d’Italia. “Se dovesse essere vera questa notizia, il governo Conte dovrebbe chiedere scusa alla Francia”, dichiara il questore della Camera e membro della commissione Affari esteri Edmondo Cirielli, a seguito di quanto riportato dal deputato francese Eric Ciotti, secondo il quale l’attentatore di Nizza sarebbe un tunisino sbarcato a Lampedusa. “Il Pd e i Cinque Stelle con la loro politica dell’accoglienza indiscriminata sarebbero corresponsabili morali della strage di oggi. Fatto sta che lo Stato italiano è in mano a degli incompetenti con in testa il ministro dell’Interno. Hanno tradito l’Europa con la loro incapacità di controllare le frontiere e il territorio nazionale consentendo, probabilmente, ad un pericoloso criminale di percorrere l’Italia indisturbato. I tunisini, peraltro, non hanno alcun titolo per entrare nella nostra Patria in quanto non c’è nessuna guerra nella loro nazione. Faceva bene, dunque, la Francia a chiudere le sue frontiere. Ora il premier Conte chieda scusa a Macron e il ministro Lamorgese, con dignità, rassegni le dimissioni per questo ennesimo fallimento del sistema di controllo dell’accoglienza. In tal senso – conclude Cirielli – presenterò un’interrogazione: il governo faccia luce in tempi rapidi sulla veridicità dei fatti e i responsabili di quanto accaduto paghino. Non si può più mettere in pericolo la sicurezza degli italiani”.

“Lamorgese riferisca subito al Copasir”, chiede il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso. “Ove fosse vero il fatto che quel terrorista sia approdato a Lampedusa, sarebbe di gravità inaudita. L’Italia non può diventare una rotta del terrore”. Il centrodestra, dunque, chiede la testa del capo del Viminale. È una metafora, ovviamente. In Occidente funziona così.


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