Olive, stelle, acquari. Ecco tutte le ideone del governo per buttare i soldi Ue

Oltre alla molitura, previsti 3,5 miliardi per la “space economy”. Tra i 557 progetti anche uno per la “giustizia predittiva”. Ma sale la paura di una bocciatura europea

Non è possibile che il rifacimento dell’impianto elettrico di un edificio ministeriale, piuttosto che di domotica in un altro rappresentino un salto di qualità». Il commento di Sestino Giacomoni di Forza Italia dà un’idea degli umori delle opposizioni di fronte al documento con le richieste dei ministeri al Comitato interministeriale per gli Affari europei, in circolazione da un paio di giorni.

Che cosa ne pensi il governo dei 557 progetti in parte emerge dalla reazione del ministro Vincenzo Amendola, che ha smentito il documento e annunciato querele. In realtà nella maggioranza e anche dentro l’esecutivo prevale imbarazzo. E il timore che a Bruxelles – dove al contrario di quanto si possa pensare si leggono anche le bozze – si preparino a una bocciatura.

Il problema è che dal piano emergono richieste di piccolo cabotaggio e autoreferenziali. Le schede del ministero degli Esteri guidato da Luigi Di Maio, riportate ieri dal Giornale hanno fatto scuola. Alcuni media hanno puntato sul rifacimento del piazzale in marmo davanti a una sede del dicastero. In generale, tra domotica, wi-fi, postazioni con computer dotati di tutte le periferiche e portatili a disposizione del personale, la Farnesina ha impegnato quasi 100 milioni del piano in una sorta di ristrutturazione che sarà difficile fare passare tra i «cluster progettuali» del Recovery italiano.

Ma dal documento emerge anche altro: una visione dell’Italia. Complessa ma tutto sommato compatibile con i valori dei partiti di governo.

Un po’ agraria, con gli 1,2 miliardi da stanziare per «l’ammodernamento degli impianti di molitura olive». Un po’ fantascientifica, con il piano per la «Space economy». Sono ben 3,5 miliardi per sviluppare il settore, e «le competenze necessarie alla realizzazione delle infrastrutture spaziali». Programma che darà frutti in tempi lunghi si suppone. Per il momento basti la «costellazione satellitare per il monitoraggio ad elevata risoluzione temporale e spaziale per l’Osservazione della Terra» del ministero dello Sviluppo. Un miliardo in cinque anni la spesa. Un po’ meno, 450 milioni sempre in cinque anni, per rivolgere gli obiettivi dei satelliti in direzione opposta, «ai fini del monitoraggio dello Spazio extra-atmosferico (Space Situational Awareness)».

Nell’Italia che i ministri vogliono consegnare alle prossime generazioni con le ingenti risorse del piano Next generation Eu, nei mezzi pubblici non si paga poi il biglietto, grazie a un piano da un miliardo che per il momento migliorerà la mobilità urbana, ma che punta alla «gratuità del trasporto urbano, da attuare mediante interventi per la cosiddetta domanda pubblica intelligente».

Non solo nell’Italia del domani i detenuti lavoreranno. Il ministero della Giustizia punta a un piano per «consentire l’impiego del maggio numero possibile di manodopera detenuta anche nei settori ecosostenibili» come «raccolta e gestione differenziata ed eco sostenibile dei rifiuti» degli stessi istituti penitenziari.

I lavori green riguarderanno tutti e le generazioni future andranno preparate. Ad esempio con il piano del ministero dell’Ambiente (200 milioni) «far crescere la conoscenza dei temi ambientali sul campo e formare gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, nonché gli stessi docenti sulle attuali opportunità che le tematiche ambientali offrono anche mediante didattica a distanza e attraverso esperienze in loco all’interno delle aree protette nazionali».

I piani verdi toccano poi Taranto, dove al posto dell’Ilva potrebbe anche nascere un acquario green.

Cambiamenti in vista anche per le prossime generazioni di lavoratori pubblici. Il ministero della Pubblica amministrazione prevede di spendere quattro miliardi «europei» su un «piano nazionale per l’innovazione degli spazi di lavoro pubblico». In sostanza una spinta allo smart working di Stato, grazie a «nuove dotazioni informatiche portatili e tecnologie/sistemi informativi abilitanti del lavoro agile».Per evitare che qualcuno ne approfitti, si prevede la «creazione di un indice composito di sostenibilità e monitoraggio», la «misurazione della prestazione lavorativa e della performance, in particolare per adattarle al lavoro a distanza, valorizzando il lavoro per obiettivi e i sistemi premianti».

L’attenzione al cittadino emerge con il piano per la «Comunicazione e Sentiment Analysis» (500 milioni in cinque anni) per l’analisi «e mappatura dell’attuale grado di soddisfazione del cittadino nei confronti dei servizi della Pubblica Amministrazione. Dal reputational sentiment, all’individuazione dei diversi gradienti di criticità con la creazione di un sistema strutturato di raccolta e analisi dei feedback, il coinvolgimento di figure come i data analyst».

Un po’ di distopia emerge qua e là. Tanti riferimenti all’intelligenza artificiale. Anche con il «progetto giustizia predittiva». Un computer aiuterà gli avvocati dello Stato a decidere quale è la migliore strategia, basandosi su una «banca dati avanzata». Come minimo un vantaggio competitivo sulla controparte.


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