Ora Di Maio si vanta del Trojan. L’arma per “spiare” il Carroccio

L’ex capo politico dei 5 Stelle usa l’inchiesta sulla Lombardia Film Commission per rivendicare le intercettazioni col il virus Trojan. Uno strumento pericoloso per spiare chiunque

Di Maio non ha più limiti. Ora si vanta anche delle intercettazioni con i trojan (voluti dal ministro Bonafede) che hanno portato all’arresto di alcuni commercialisti legati al Carroccio: “Apprendiamo di altri arresti legati al mondo della politica, ancora una volta grazie al virus Trojan, installato nei cellulari di coloro che sono stati arrestati: è stato possibile grazie alla legge spazzacorrotti del ministro Bonafede”. Una frase forte che lascia intendere quanto i grillini puntino ad un sistema giudiziario basato sullo spionaggio totale attraverso i cellulari. L’ex capo politico dei Cinque Stelle ha messo nel mirino il Carroccio per l’inchiesta sul caso Lombardia Film Commission, che ieri ha portato agli arresti domiciliari quattro persone, Michele Scillieri, Alberto Di Rubba, Andrea Manzoni, commercialisti ritenuti vicini alla galassia Lega, e Fabio Barbarossa. Le parole di Di Maio vanno analizzate bene. Infatti i magistrati che indagano sulla Film Commission avrebbero usato proprio un Trojan per intercettare i tre commercialisti fermati. Il cellulare di uno degli indagati di fatto, come riporta Repubblica, è diventato una sorta di microspia attiva che ha registrato i colloqui diretti e le telefonate. Il tutto grazie proprio al sistema di intercettazioni messo sul campo dai grillini.

E sull’inchiesta è intervenuto anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Siamo tranquillissimi, da anni cercano soldi in Svizzera, Lussemburgo, Liechtenstein e non trovano mai nulla. Ho piena fiducia nella magistratura, non sono tutti Palamara”. “Conosco due di quelle persone e mi fido, sono persone corrette. Io credo che si risolverà in nulla”, il pensiero del numero uno del partito di via Bellerio”. E ancora: “Stanno cercando soldi in Russia, in Svizzera, in Lussemburgo, a San Marino da anni – ha aggiunto Salvini – ma non trovano e non troveranno mai niente perché non c’è niente. Sono preoccupato per la riapertura delle scuole, per i temi concreti. Lascio che i giudici facciano il loro lavoro, vorrei che anche gli insegnanti e le maestre potessero fare il loro lavoro”. Ma i grillini ora vogliono usare anche questa inchiesta per mettere nel mirino il Carroccio. E lo fanno a modo loro: usando una giustizia stravolta che può permettersi di intercettare qualunque telefonino con un software e trasformandolo in una microspia. In questo modo la privacy di tutti non è più al sicuro. E la giustizia può diventare un’arma nelle mani della politica per “abbattere” a colpi di Trojan il nemico di turno…


Fonte originale: Leggi ora la fonte