Ora la crisi di governo spaventa i big grillini: via il doppio mandato

Il M5s ragiona sulle mosse da compiere in vista di una possibile crisi di governo. Secondo indiscrezioni riportate da La Stampa i grillini sarebbero pronti ad ammainare un’altra loro bandiera

Una crisi di governo con eventuale ritorno alle urne è lo scenario peggiore per il M5s. Due sono in particolare i motivi che non fanno dormire sonni tranquilli ai pentastellati. Innanzitutto i numeri dei sondaggi: in caso di voto anticipato il Movimento perderebbe molti seggi rispetto a quelli ottenuti nel 2018. Poi c’è la questione, non meno importante, della regola del “secondo mandato”. Molti, anche tra gli esponenti ai vertici, in base alle regole interne non potrebbero ricandidarsi. Ma si sa che in politica nulla è per sempre. E così tra i pentastellati starebbe avanzando l’ipotesi di una modifica del regolamento. Oppure, e questa potrebbe essere la soluzione che salva capra e cavoli, si potrebbe scegliere una deroga in nome della eccezionalità de momento che sta vivendo il nostro Paese.

In entrambe le circostanze pare che il destino degli esponenti del Movimento sia legato alle decisioni del premier Giuseppe Conte. E ciò potrebbe essere un fattore da tenere in considerazione per qualsiasi riequilibrio tra le forze di maggioranza e per possibili manovre che mirino alle urne, anche se quest’ultima è una eventualità difficile da attuare.

Il divieto del terzo mandato è una gigantesca incognita che paralizza le mosse dei 5s. In caso di elezioni anticipate molti di loro dovrebbero dire addio alla politica o, per lo meno, salutare il Movimento e cercare riparo, cosa molto difficile, in qualche altro partito. Per questo Matteo Renzi scommette sull’impossibilità dei grillini di liberarsi dei propri limiti. Il leader di Italia viva da settimane sostiene: “Sono certo che pur di restare dove sono voterebbero chiunque, anche un premier del Pd, o Mario Draghi”. Possibile, visto che gli stessi pentastellati hanno cambiato molte loro posizioni da quando sono al governo con i dem.

Conte è consapevole di questa fragilità del Movimento e potrebbe sfruttare la situazione per avvantaggiarsene. Come rivelano a La Stampa più fonti del M5s, negli ultimi giorni l’intero gruppo dirigente, ministri e sottosegretari al secondo mandato, deputati e senatori, si sono trovati a discutere di una doppia possibilità per superare quella norma che fino a non molto tempo fa rappresentava un punto fermo dei grillini ed ora appare solo un enorme problema per gli stessi. La prima riguarda la possibilità che Conte crei una sua lista. In questo caso, il nuovo partito potrebbe servire a garantire chi per le regole sul secondo mandato non avrebbe più chance di tornare in Parlamento. In pratica nella lista Conte potrebbero trovare ospitalità i 5s che non potrebbero ricandidarsi con il Movimento. Ma non è tutto oro quello che luccica. Perché si creerebbe un altro problema: la nuova creatura sottrarrebbe voti al Movimento. In questo caso si dovrebbe valutare se il gioco vale il rischio.

La seconda possibilità vede sempre il premier a condurre i giochi. Conte farebbe il “federatore”, sullo stile di Romano Prodi nel 2006, e Grillo, d’accordo con i leader del M5S, cancellerebbe il tetto ai mandati con la scusa della situazione di eccezionalità di una crisi scatenata da Renzi. Il presidente del Consiglio intravede questa come una prospettiva più concreta. Allo stesso tempo, però, non prova a smentire in modo netto l’ipotesi di una sua lista: questa “idea” potrebbe ritornare utile in futuro, magari se i 5s dovessero voltargli le spalle per blindare un governo di larghe intese con un’altra figura al suo posto.

Dubbi vi sono su cosa farebbe il Movimento se davvero dovesse nascere un esecutivo di emergenza o di unità nazionale. “Ho detto a Conte che deve farsi garante del destino del partito che lo ha messo a Palazzo Chigi”, avrebbe raccontato a più persone Luigi Di Maio. Secondo quest’ultimo “il voto non è la soluzione”. Il ministro ne è consapevole: Il problema riguarderebbe soprattutto il M5s che deve ragionare su cosa fare in futuro e con chi.

Per di più vi è un altro elemento da non sottovalutare. In caso di voto il M5s da solo avrebbe poche chance di ottenere un buon risultato. La storia di non voler scendere a patti con i partiti tradizionali ormai non la si può giocare. Per questo i grillini dovrebbe cercare alleanze con altre formazioni, come il Pd. Ma in questo caso gli elettori che ha scelto 5s in funzione anti-dem sarebbero disposti a votare ancora per il Movimento?


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