Ordinanza Calabria, il Tar accoglie il ricorso del Governo

Il Tar di Catanzaro ha accolto il ricorso presentato dal Consiglio dei ministri tramite l’Avvocatura generale dello Stato contro l’ordinanza del presidente della Regione Calabria Jole Santelli, del 29 aprile scorso, che consentiva il servizio ai tavoli, se all’aperto, per bar, ristoranti ed agriturismo. E’ quanto si evince dal sito del Tar dopo l’udienza collegiale, tenuta in camera di consiglio, svoltasi stamani.   

Intanto il presidente del Veneto, Luca Zaia,  chiede “che il Governa si decida a dire qualcosa per il 18 maggio. E’ fondamentale che i cittadini lo sappiano: i parrucchieri, i ristoranti eccetera non possono venire a conoscenza il 17 sera che riaprono l’indomani. Perchè non funziona così”. Zaia auspica che l’indicazione “sia chiara e in maniera programmata così che tutti noi ci si possa organizzare. Anche noi abbiamo un problema che è quello dei servizi della prevenzione.  “Leggo da qualche parte che qualcuno parla di mettere un tavolo ogni quattro metri: se lo metta a casa sua un tavolo ogni quattro metri. Ma non nei ristoranti perchè questo significa chiuderli tutti. Un conto è l’esercizio scientifico un discorso è la vita reale che è un’altra cosa” e augurandosi che “le linee guida siano ragionevoli”. “Se il presidente del Consiglio vuole un consiglio, io farei un bel Dpcm con un articolo solo: ‘si delegano le Regioni, a fronte della presentazione di un piano, alle riaperture’. Punto. Finito l’articolo”. Zaia si “aspetta che stasera, come accade sempre il sabato sera, compaia il premier e ci dica le sue. Sarebbe già una bella notizia che dicesse ‘preparatevi perchè il 18 non scrivo più decreti. Però lo si faccia”. “Mi risulta che ieri – aggiunge – abbia avuto una relazione dal Comitato tecnico scientifico rispetto all’andamento dell’ultima settimana, immagino che il presidente del Consiglio debba prendere in mano questa relazione e dire al Paese cosa vuol fare”.

Niente apertura anticipata dei negozi a Sassari. Anche sulla base dell’indice sul contagio, il sindaco Nanni Campus ha scelto la strada della prudenza. Così domani, almeno fino al 17 maggio, le serrande delle attività di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie, parrucchieri, saloni di bellezza, tatuatori resteranno abbassate. “Preso atto di quanto disposto all’art. 23 dell’ordinanza n.20 del 2 maggio 2020 adottata dal Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, con riferimento all’andamento della curva di diffusione del virus Sars Cov 2 in ambito comunale, restano chiusi i servizi alla persona, quali i saloni di parrucchieri, le attività di estetisti, tatuatori e simili. Analogamente dalla stessa data restano chiuse le attività commerciali di vendita di abbigliamento, calzature, gioiellerie, profumerie” ha scritto il sindaco di Sassari nella nuova ordinanza pubblicata oggi, dopo che l’indice Rt determinato a 0,96 per il capoluogo del nord Sardegna, ha di fatto escluso la possibilità di aperture anticipate degli esercizi commerciali.

“Le aperture – è la posizione del il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti – saranno in piena sicurezza. Saranno decise solo ed esclusivamente sulla base di valutazione di carattere scientifico. È l’unica forma che abbiamo per dare sicurezza a cittadini e cittadine”. “Credo sia sbagliato riaprire con il dubbio di una percentuale di rischio troppo alta – ha spiegato Zingaretti – è anche una forma di tutela del nostro sistema produttivo. Il tema è ovviamente riaprire ma farlo con un livello di sicurezza sufficiente, consapevoli che senza un vaccino il rischio zero non esiste, ma possiamo comunque fare molto. Le ordinanze regionali saranno l’effetto delle valutazioni scientifiche fatte giorno per giorno”.

“Il 18 maggio parrucchieri, estetisti, barbieri, saloni di bellezza riapriranno” in Puglia “tutti, regolarmente come previsto”, ribadisce il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dopo che ieri sera si sono scatenate le polemiche dei partiti di opposizione che lo hanno accusato di aver preso in giro queste categorie promettendo loro che avrebbero potuto riaprire. Le polemiche sono arrivate dopo una nota in cui Emiliano ha spiegato che l’ordinanza per le riaperture “dispiegherà i suoi effetti dal 18 maggio in coerenza con i provvedimenti nazionali che saranno adottati nei prossimi giorni e, soprattutto, nel pieno rispetto dei protocolli per la sicurezza”. “Evidentemente – dice oggi Emiliano – qualcuno ha tentato di scatenare addosso alla Puglia il governo, facendogli intendere che noi stavamo facendo una cosa imprudente. Invece non è così, perché le regole dell’ordinanza che consente a queste attività di riprendere il 18 anziché il primo di giugno come era inizialmente previsto, sono regole che sono state studiate dal professor Lopalco e da tutti i miei tecnici, assieme ai professionisti, addirittura con sopralluoghi dentro ciascuna delle strutture”. “E abbiamo individuato criteri di sicurezza – aggiunge – che sono e saranno utili anche al governo nazionale per far riaprire prima, io mi auguro ovunque, tutte queste categorie”. “Dunque il 18, vedete i miei capelli – dice Emiliano ironizzando sulla sua acconciatura – tutti al barbiere, al parrucchiere, dagli estetisti, a fare i massaggi. Mi raccomando, fate le ricevute fiscali perché i controlli saranno importanti, e soprattutto applicate con rigore tutte le prescrizioni che vi ho dato nella ordinanza. Buon lavoro a tutti voi”.

Il governatore della Liguria Giovanni Toti, infine, in un’intervista a Repubblica, sostiene che “nei momenti difficili per il Paese i colpi di testa e le forzature vanno evitate in ogni modo possibile, ma io credo che il 18 maggio, quando scade l’ultimo decreto del governo Conte, le regioni debbano tornare a esercitare le loro prerogative e a decidere sulle riaperture. Credo sia finito il tempo dei divieti e sia arrivato quello della responsabilità da parte dei cittadini”. “Noi non stiamo chiedendo di agire in proprio, ma che il governo ci dia delle linee guida e lasci che le regioni le applichino secondo le esigenze socio-economiche dei rispettivi territori”, spiega Toti. In merito al monito degli scienziati su possibili ricadute, “ho il massimo rispetto per gli scienziati, che giustamente ci mettono in guardia, ma la politica deve fare sintesi e calcolare il rischio, considerando la situazione pesantissima che c’è sul piano economico”, sottolinea Toti. “Un Paese che perde dieci punti di Pil non sarebbe neppure in grado di fronteggiare una seconda ondata epidemica. Non basta parlare di indebitare il Paese, poi questo debito va speso”.


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