Ospedale in Fiera sotto inchiesta La Finanza sequestra le carte

Un’altra inchiesta legata all’emergenza Coronavirus. Dopo il San Matteo, l’ospedale in Fiera. Due giorni fa sono stati sequestrati documenti e apparati informatici presso l’Istituto di cura a carattere scientifico di Pavia, in prima linea nella crisi Covid. Nell’ambito degli accordi per le messa a punto di test sierologici, l’indagine della Procura di Pavia ipotizza, a carico dei vertici del San Matteo e della Diasorin spa, una fattispecie di peculato e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

Altra vicenda e altri accertamenti riguardano il nuovo centro di terapia intensiva realizzato a marzo a Milano. La Guardia di Finanza ieri mattina si è presentata presso la Fondazione di Comunità di Milano, che ha sede in via Manin e gestisce il Fondo Fondazione Fiera Milano per la lotta al Coronavirus. Sono stati acquisiti documenti relativi all’ospedale da 200 posti costruito nei padiglioni della vecchia fiera. L’operazione rientra nell’inchiesta avviata (dopo un esposto presentato dai Cobas) dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e dal pm Cristina Roveda. L’ipotesi di reato – si apprende da fonti investigative – è la corruzione, ma non ci sono indagati.

L’ospedale è stato concepito a marzo con gli ospedali intasati dell’epidemia. La Regione, in piena emergenza, chiese un intervento al governo, che poté garantire solo la fornitura di «attrezzature». Palazzo Lombardia acquisì allora la disponibilità di Fondazione Fiera per realizzare – con l’asserito ok del governo – un centro nella vecchia fiera. L’ospedale fu realizzato in 10 giorni e presentato il 31 marzo, data del picco di occupazione degli ospedali. Di un fascicolo aperto a titolo conoscitivo dalla Procura si era parlato il 21 maggio proprio dopo l’esposto dei Cobas. Ma in quei giorni Fondazione Fiera aveva reso pubblico un primo rendiconto delle spese per l’infrastruttura, data in comodato gratuito al Policlinico.

In quella occasione si era parlato di una spesa di 17,257 milioni per un’opera «realizzata in tempi rapidissimi grazie all’impegno di centinaia di persone che, anche volontariamente, hanno offerto il proprio contributo». E Fondazione Fiera aveva fornito un primo riepilogo ricordando che il finanziamento era avvenuto attraverso una raccolta fondi cui avevano partecipato 5mila donatori superando i 21,6 milioni. La Fondazione di Comunità Milano, che ha il compito della rendicontazione finale con un Comitato di garanti, è un’istituzione indipendente con una governance in cui siedono esponenti della società civile milanese.


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