Ötzi il mistero del tempo’ fantasy ricorda E.T.

Un fantasy italiano con tanto di effetti speciali e che ricorda molto E.T., ma anche un film per ragazzi ambientato in un oggi molto anni Ottanta (niente cellulari e pc) e dove c’è più di un pizzico di magia che viene dalla preistoria. ‘Ötzi il mistero del tempo’ del regista, sceneggiatore e attore Gabriele Pignotta, già premiato al Giffoni Film Festival, approda dal 25 su Rayplay Premium anche con un altro merito, quello di mostrare Vinicio Marchioni, il bad boy di tanto cinema italiano, fuori dalla sua ‘comfort zone’ ovvero in un inedito ruolo di papà buono e neppure troppo smart.
    Tanto da far dire stamani all’attore di Romanzo criminale in conferenza stampa: “Finalmente un film che posso andare a vedere coi miei figli”. Questa la storia girata in inglese e poi doppiata. Kip (Diego Delpiano) ha undici anni ed è da poco orfano di madre, archeologa e amante dei misteri del passato.
    Suo padre Carlo (Marchioni) ha deciso di trasferirsi con lui a Dublino, ma Kip non ci pensa nemmeno a lasciare il Sud Tirolo dove vivono i suoi due migliori amici, Elmer ed Anna con i quali forma il gruppo dei “cacciatori di tesori”. Nel frattempo la mummia Ötzi, custodita nel Museo Archeologico dell’Alto Adige di Bolzano, viene rubata da una cattivissima strega dai capelli bianchi, Gelica (Alessandra Mastronardi), che vuole resuscitarla per carpirne un importante segreto. Di fatto Kip, insieme ai suoi amici, riesce a salvare il redivivo Ötzi (interpretato da Michael Smiley) che proprio come E.T. è tanto inizialmente sperduto quanto veloce nell’imparare. Sarà proprio la mummia di Similaun, uno dei più importanti reperti archeologici del mondo risalente all’età del rame, ad indicare alla fine a Kip la sua vera strada per la vita e a fargli capire che la magia esiste nonostante tutto. “È stata proprio un’avventura che non ti aspetti mai di vivere – spiega Gabriele Pignotta -. Abbiamo girato spesso in condizioni climatiche proibitive e ho visto così sul set dei veri eroi perché nessuno si è lamentato, compresi i tre protagonisti undicenni”. Sul fatto che Marchioni e la Mastronardi abbiano fatto inediti ruoli rispetto al loro standard, per il regista nessun problema: “Secondo me è la cosa che stimola più di tutto ogni attore, ma nonostante questo devo riconoscere ad entrambi di aver avuto coraggio”. Dice infine Marchioni:”Inizialmente interpreto un padre che non capisce nulla del figlio e che solo alla fine recupera il rapporto. Riguardo agli effetti speciali – continua l’attore – ti ritrovi a fare cose che non puoi vedere, ma solo immaginare.
    Una cosa che ti fa capire quanto siano davvero grandi e professionali gli attori dei Blockbuster”. (ANSA).
   


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