Pappi Corsicato, la mia Napoli che si reinventa

E’ espressione talentuosa e colorata di un cinema italiano più che alternativo ad ogni logica commerciale, Pappi Corsicato. Per alcune fortunate e imprevedibili coincidenze non solo la Rai lo ha ingaggiato per la sua prima serie tv maturata da un suo soggetto, ma ha anche messo insieme un cast d’eccezione che vede protagoniste due attrici del calibro di Elena Sofia Ricci, nel ruolo di Laura, e della musa di sempre del regista napoletano, Iaia Forte, nei panni dell’amica Marilù che aiuterà la protagonista, ritrovatasi vedova con tre figli a carico, a ricominciare da capo la sua vita.

Alla vigilia della messa in onda della fiction Vivi e lascia vivere, su Rai1 in 6 prime serate da giovedì 23 aprile, l’ANSA lo ha raggiunto al telefono nella sua abitazione romana dove però la linea non prende benissimo: “Pronto? Aspetti che scendo”. Ma dove? “Sono sul portone di casa”. Così può rischiare una multa… “Ma non mi muovo, sennò sento disturbato”. Cantore originale, influenzato dall’estetica pop del Pedro Almodóvar anni ’80, di cui è stato assistente (Legami), Corsicato adopera da sempre non solo nei film, che va ricordato fa uscire anche a distanza di anni senza fretta, ma anche nei suoi numerosi documentari un linguaggio che mescola influenze di varia natura, e lo dimostra in questa serie.

“Volevo dare un po’ di gioia, far vedere un lato di Napoli che da molto tempo non si racconta più: i suoi colori, la sua luce, il suo splendore, quello che di fatto questo luogo è sempre stato, una città che cambia continuamente e che si muove. Lo stesso movimento ho cercato di mantenerlo nella mia regia: in gran parte ho girato con la macchina a mano proprio per rendere più reali e più vivaci i personaggi, le situazioni e i luoghi”. Poi aggiunge: “Il tema di questa serie è il cambiamento, in particolare la possibilità che ognuno di noi dovrebbe darsi quando la vita ti spiazza o ti fa male e ti mette davanti a qualcosa che non avevi previsto. La possibilità di prendere un evento doloroso, o una novità spiazzante, come un’opportunità per rivedere la propria esistenza e magari capire come mettersi in gioco”. E fa notare: “Quello che viviamo era imprevedibile solo fino a gennaio, poi la vita di tutti è stata stravolta. Sento dire anche a tanti miei colleghi: come faremo a girare un film? Mica possiamo fare la ‘calata degli unni’, troveremo un modo… Posso citarle 100 titoli di film meravigliosi girati in poche stanze o con budget ristretti. Nei periodi di mia massima crisi ho tirato fuori i miei progetti migliori, ho scritto, lavorato. Vogliamo parlare del dopoguerra e del cinema italiano del neorealismo? Quando più abbiamo avuto quella magnificenza? Siamo stati imitati da tutti, ora che facciamo? Ricominceremo, ripartiremo, ci reinventeremo. Certo gli aiuti servono, le sale sono state chiuse, ma qualcosa faremo”.

“Nella serie – ricorda Pappi Corsicato – l’evento scatenante di questo cambiamento è la morte inaspettata del capofamiglia. Tutti, per prima la madre (Elena Sofia Ricci) e poi figli, si trovano improvvisamente costretti a confrontarsi con le questioni pratiche di tutti i giorni, scoprono lati nascosti del proprio carattere ed emozioni che non conoscevano che inizialmente li metteranno in crisi, ma che poi li faranno cambiare e crescere diventando ogni giorno più sicuri di sé. Questa condizione di trasformazione, di cambiamento, oggi più che mai mi fa riflettere su quello che sta accadendo a tutti noi a livello mondiale. Il coronavirus ci ha costretti a cambiare stile di vita, a relazionarci con gli altri e con noi stessi in un modo totalmente diverso e nuovo. Non voglio fare un paragone forse troppo azzardato, ma Vivi e lascia vivere, oltre a essere una serie family, è una serie in grado di farci riflettere sul fatto che bisogna essere capaci, anche quando un evento così devastante irrompe nelle nostre vite, di trovare il lato positivo. Il personaggio di Elena Sofia Ricci è ispirato a quel tipo di donna che molti di noi hanno conosciuto nella vita o che abbiamo visto rappresentato in molti film. Io mi sono ispirato al personaggio di Filumena Marturano. Donne dal carattere forte che non hanno paura di mostrare le loro fragilità anche a costo di mettere a repentaglio la propria condizione”.


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