‘Parenthood’ e ‘This is us’, la famiglia perfetta è (solo) sul piccolo schermo

Per gli orfani della Famiglia Bradford, ci sono in giro un paio di serie da segnalare: This is Us, arrivata alla quarta stagione in queste settimane su Fox Life (le prime tre anche su Prime Video) e Parenthood (sei stagioni su Prime Video). Sono le classiche saghe familiari statunitensi, ad alto contenuto di tacchini, latte e baseball, dove tutti i personaggi sono così buoni da far specie, si ride, si piange (avendone predisposizione), si patisce ma alla fine va tutto bene per davvero: dal cancro si guarisce, il lavoro si perde ma se ne trova un altro, chi si lascia si riprende e sennò trova di meglio, chi è senza soldi poi li trova e comunque vive felice lo stesso, tutte le grane si risolvono. E chi muore non se ne va del tutto perché resta protagonista a suon di flashback. In America li chiamano “feel good movie”, quelli che ti convincono che la vita è dura ma bella e alla fine esci sentendoti meglio. In fondo, un genere di fantasy anche quello. Basterebbe poi vedere che fine ha fatto buona parte degli attori Bradford per confutare facilmente la tesi.

'Parenthood' e 'This is us', la famiglia perfetta è (solo) sul piccolo schermo

La famiglia Bradford

This is Us e Parenthood sono ideali per chi volesse prendersi una pausa dal logorio della vita moderna televisiva e dalle serie catastrofiche, dark, crime e variamente ansiogene che vanno per la maggiore. I Bradford nell’Italia degli anni 80 furono un caposaldo del ramo e tuttora viene trasmessa su Paramount Network in digitale gratis. Dick Van Patten e i suoi otto figli (Eight is enough il titolo originale della serie che, da Otto bastano, Mediaset tradusse in Famiglia Bradford) andarono in onda negli States dal 1977 al 1981 (112 episodi in cinque stagioni) con le prime insopportabili risate in sottofondo, qui in massima parte tolte.

'Parenthood' e 'This is us', la famiglia perfetta è (solo) sul piccolo schermo

This is us

Parenthood, prodotta per la Nbc da Ron Howard (Richie Cunningham ce l’ha dentro), è quella che si avvicina di più allo stile Bradford. Ispirata all’omonimo film di Howard del 1989 con Steve Martin, narra le vicende dei Braverman, la tipica famigliona americana della villetta accanto: quattro fratelli (due maschi e due femmine) di cui due perfettini, ricchi, sprizzanti vitamine, successo e bontà da ogni poro, e altri due più scombinati, ma tanto simpatici e sfortunati. Adam (Peter Krause) ha due figli, di cui uno autistico, Sarah (Lauren Graham protagonista di Una mamma per amica) anche, Crosby (Dax Shepard) uno e Julia una. All’inizio, poi nell’arco di sei stagioni ci si riproduce un sacco. Poi ci sono i genitori pensionati Zeek e Camille, più vari fidanzati, ex e nipoti: a una stima approssimativa, se ne arrivano a contare quasi una trentina in pista. Pur con tutte le precauzioni del caso, a molti di loro si finisce per affezionarsi.

'Parenthood' e 'This is us', la famiglia perfetta è (solo) sul piccolo schermo

Parenthood

This is Us, rispetto a Parenhood, è più ingegnosa e con tratti un po’ più drammatici – senza mai esagerare – perché la saga si sviluppa su tre piani temporali differenti (e a volte anche di più) in un continuo andirivieni tra presente, passato prossimo e passato remoto che però riesce a incastrare alla perfezione tutti i pezzettini del puzzle completando il quadro davanti agli occhi dello spettatore, senza che si perda. Infatti ha raccattato un po’ di premi tra cui due Golden Globe e un Emmy (tre di questi trofei sono a casa dell’attore Sterling K. Brown). È proprio questo tipo di costruzione la peculiarità principale della serie, creata da Dan Fogelman anch’essa per la Nbc. Tra i numerosi tratti in comune tra le due serie, alcune macro-tematiche come l’adozione, la sterilità, la politica (a un certo punto a qualcuno vien sempre voglia di candidarsi), l’alcolismo, l’handicap, l’omosessualità e i traumi post-bellici dall’Iraq all’immancabile Vietnam. Non manca nulla.

in riproduzione….

I protagonisti di This is Us sono i tre fratelli Pearson, due naturali caucasici e uno adottivo afroamericano, nato nello stesso giorno, Randall, analista finanziario, alla fine il più quadrato della compagnia. Kevin fa l’attore frustrato di sitcom con tutti gli stereotipi del caso mentre Kate ha un enorme problema di obesità. Li vediamo in rotazione continua bambini, ragazzi e adulti. I genitori sono un carpentiere (l’attore principale Milo Ventimiglia) e una cantante abbastanza fallita (Mandy Moore). Curiosità non casuale: in un episodio della terza serie c’è una citazione della Famiglia Bradford.



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