Peppe Fonte, “Le canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone”

Nelle tante scorribande che hanno segnato la vita e i giorni di Piero Ciampi non tutti sanno che la Calabria ha occupato un posto di rilievo, riemergendo spesso come approdo sia pure temporaneo del suo inquieto vagabondare. Ed è nel corso di una di queste sue discese in fondo alla penisola che quell’autore che amava definirsi “livornese, anarchico, comunista” incontra il catanzarese Pino Pavone con il quale stringe un rapporto di amicizia e lavoro che si rafforza poi a Roma, tra poesia e canzoni, la passione per il calcio e la comune condizione di divorziati che con difficoltà riescono a vedere i propri figli. Assieme al fratello Roberto Ciampi, con il quale divide anche il suo studio da avvocato a Roma, Pavone è così l’unico autore ad avere collaborato ai testi del cantautore livornese.

Avvocato e catanzarese come Pavone, già calciatore del Catanzaro ai tempi del mitico Palanca, Peppe Fonte rivisita ora alcuni dei brani più significativi nati all’interno di questo sodalizio calabro-livornese nel suo nuovo album “Le canzoni di Piero Ciampi e Pino Pavone”, in uscita giovedì 14 maggio per Squilibri. Un disco che, in dieci tracce (cinque portano la firma di Ciampi Pavone, due di Ciampi, una di Pavone e due di Fonte Pavone), racconta la forza struggente di un lascito di bellezza e smania di vita che si rinnova in altri componimenti dominati dalla memoria e dalla frequentazione di un “genio assoluto”.


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