Per le sardine coi paraocchi l’odio viene solo dalla destra

Il giorno dopo l’aggressione di Pontassieve al leader leghista, Matteo Salvini, le sardine vanno all’attacco del centrodestra in Toscana: “Va avanti a colpi di propaganda demagogica intrisa di odio e rancore”

Il giorno dopo l’aggressione al leader della Lega, Matteo Salvini, le sardine tornano alla carica in Toscana. “Sono settimane che la destra gonfia il proprio rumore per affermare il proprio posizionamento, a colpi di propaganda demagogica intrisa di odio e rancore”, accusa il movimento in una nota diffusa ai giornalisti. “Si chiama rumore – prosegue il comunicato – perché è impossibile ascoltare soltanto una proposta che riguarda il bene della Toscana”.

Nessun cenno a quanto avvenuto ieri a Pontassieve, nell’hinterland fiorentino, né tantomeno attestati di solidarietà al capo del Carroccio, strattonato da una trentenne originaria del Congo durante un incontro elettorale, ma un invito a scendere in piazza per smontare “le bufale” di Susanna Ceccardi. L’appuntamento è per sabato prossimo e il luogo dell’incontro non è casuale. Mattia Santori e la vicepresidente della giunta emiliana, Elly Schlein, hanno scelto Cascina, il fortino della candidata di centrodestra alle prossime regionali in Toscana, per lanciare il loro guanto di sfida alla leghista che punta alla presidenza della regione.

“La politica non si fa con i sondaggi, ma con le piazze – rivendicano le sardine – sono settimane che la destra, attraverso fotomontaggi, finge di riempire le piazze, senza una mascherina e una precauzione, ma disponendo soltanto della solita retorica rancorosa e irresponsabilità negazionista. Lo slogan è sempre lo stesso, modificato all’occorrenza: “La Toscana non si lega”. “Adesso tocca a noi, a Cascina, dove tutto è cominciato”, esorta il movimento, che alle urne sosterrà Jacopo Melio, attivista per i diritti dei disabili e capolista del Pd nel collegio di Firenze.

Già domani Santori arriverà nel capoluogo toscano per un incontro con Valentina Cuppi, sindaca Dem di Marzabotto. L’obiettivo della mobilitazione, spiegano le sardine, è quello di “costruire quella frontiera, barriera essenziale che divide l’essere umano dalla barbarie”. Lo scorso luglio in un’intervista a Repubblica il leader dei pesciolini definì la candidata del centrodestra “estremista e populista”, accusandola di aver fatto “sciacallaggio sui migranti”.

“Le sardine sono in grado di mobilitarsi anche in Toscana? Bene, significa che c’è partecipazione”, è il commento affidato dalla Ceccardi all’Adnkronos. La manifestazione di sabato non la preoccupa: “Io ho l’età di Mattia Santori, da giovane sono scesa in piazza, è un bene, che loro scendano in piazza non la considero una minaccia”. “Il centrodestra – ha aggiunto – ha dato troppo per scontata la partita emiliana”. In Toscana, avverte, non bisogna fare lo stesso errore. “Ma – ha aggiunto – è una partita aperta”.

La leghista, in un comizio a Borgo San Lorenzo, vicino Firenze, ieri ha denunciato il “clima di odio” in cui si sta svolgendo la campagna elettorale. “Mi fa tristezza – ha detto – che Matteo Salvini o chiunque voglia manifestare in piazza il proprio pensiero debba essere aggredito”.


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