Positivi “liberi” senza sintomi. Adesso il governo ci pensa

Dopo il cambio di linea dell’Oms sull’isolamento, il ministro Speranza chiede ai tecnici di pronunciarsi

L’Italia valuterà se aderire alle nuove linee guida dell’Organizzazione Mondiale della sanità rispetto al rischio di contagio da parte di pazienti guariti. Per l’Oms non serve più il tampone per certificare la guarigione dal Covid 19 e quindi la fine dell’isolamento. In sostanza dopo tre giorni senza sintomi anche se si ha un tampone positivo non si è più contagiosi e quindi si può abbandonare la quarantena. Questo l’orientamento attuale dell’Oms alla luce di nuove evidenze scientifiche emerse.

Ma non solo. La decisione è conseguente anche al fatto che spesso l’esecuzione dei tamponi avviene in tempi molto lunghi ed è spesso difficoltosa (e non solo in Italia) e quindi pazienti perfettamente guariti restano prigionieri in casa per un problema burocratico/tecnico e non di salute pubblica. Ora saranno i singoli stati a decidere come muoversi anche in base all’evoluzione dell’epidemia.

Per ora la reazione del nostro governo è cauta. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, osserva che le nuove linee guida dell’Oms «segnano un cambiamento che può incidere significativamente sulle disposizioni finora adottate e vigenti nel nostro Paese». Ma nessun passo sarà fatto senza prima avere il parere degli esperti sollecitati dal ministro con una lettera ad affrontare il delicato tema nel Comitato tecnico scientifico, fermo restando «il principio di massima precauzione che ci ha guidato finora». E il Cts fa sapere che «valuterà con attenzione la situazione».

Certo il tempo stringe di fronte ad una simile indicazione quanti pazienti senza sintomi da giorni potranno accettare di restare indefinitamente in isolamento tenendo conto che in alcuni casi i guariti si sono negativizzati dopo mesi? Di fronte alle indicazioni dell’Oms immediata la reazione dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico di Genova, che da giorni insiste sul fatto che la carica virale non è più attiva e quindi i pazienti vanno «liberati» perché non più contagiosi. «Stiamo continuando ad isolare a casa o negli ospedali tutti quelli con tamponi positivi, anche quelli con bassissima carica-scrive Bassetti su Facebook- Occorre rivedere queste misure che stanno ingessando l’Italia».

Ma che cosa ha detto esattamente l’Oms? Le linee guida appena emesse che sono comunque provvisorie non raccomandano più il doppio tampone negativo per certificare la guarigione e far cessare l’isolamento per i pazienti. Saranno sufficienti tre giorni senza sintomi. Dunque i pazienti sintomatici potranno uscire dall’isolamento a partire da almeno dieci giorni dopo l’insorgenza dei sintomi con almeno 3 giorni senza sintomi (senza febbre né tosse). Chi non ha manifestato sintomi potrà uscire dalla quarantena 10 giorni dopo il test positivo.

L’Oms specifica anche che i Paesi potranno scegliere di continuare a utilizzare i tamponi come parte dei criteri per far uscire i pazienti dalla quarantena. In tal caso, sarà possibile utilizzare la raccomandazione iniziale di due test PCR negativi a distanza di almeno 24 ore.

Quali le ragioni del cambiamento? L’Oms spiega di aver ricevuto riscontri sul fatto che l’applicazione della raccomandazione iniziale di due test negativi a distanza di almeno 24 ore l’una dall’altra, alla luce delle scarse forniture di laboratorio, attrezzature e personale in aree con trasmissione intensa del virus, «è stato estremamente difficile, soprattutto al di fuori delle strutture ospedaliere». Insomma via i tamponi per ragioni scientifiche. Certo. Ma anche pratiche.

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