Pressing sul governo per riaprire le scuole. Regioni più libere sugli orari dei locali

Maggioranza divisa: spinta per ridurre dal 3 dicembre la “dad” nei licei. Mobilità ancora in bilico. Ristoranti chiusi a Natale e Capodanno, niente vincolo di parentela per i cenoni in famiglia. Il rebus della Messa della vigilia

Il governo naviga a vista. Si susseguono incontri, vertici e riunioni tra gli esperti per mettere a punto il Dpcm che dovrebbe, dal prossimo 3 dicembre, allentare le restrizioni e accompagnare l’Italia nel periodo di Natale. Sono quattro i capitoli sul tavolo dell’esecutivo: lo spostamento tra le Regioni, la riapertura della scuola, la suddivisione dell’Italia in zone e la modifica parziale dei 21 parametri che assegnano le fasce di rischio.

LO SPOSTAMENTO TRA LE REGIONI

È il tema più controverso all’interno del governo. Da giorni si è aperto lo scontro tra il fronte rigorista, i ministri Roberto Speranza, Francesco Boccia e Dario Franceschini, e gli aperturisti, Luigi di Maio, il premier Giuseppe Conte, i ministri renziani. Il nodo è far cadere il divieto di spostarsi da una regione all’altra per i ricongiungimenti familiari. Resterebbe in vigore il divieto per gli altri.

I 21 PARAMETRI

Le Regioni spingono per una modifica dei 21 parametri che sono alla base del monitoraggio anti-Covid che definisce le fasce di rischio rossa, arancione, gialla. Il governo per ora non cede. La richiesta di modifica è stata avanzata dalla cabina di regia. Ci sarà un tavolo tecnico fino a fine mese tra il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro, i tecnici dell’istituto, quelli del ministero della Salute e delle Regioni per valutare le proposte.

ITALIA FASCIA GIALLA

La cabina di regia avanza al governo la proposta di far scattare dal prossimo 3 dicembre una fascia unica di rischio per l’Italia, eliminando i tre colori. Su questo punto, il fronte dei ministri rigoristi non fa passi indietro. Restano le tre fasce di rischio fino al 31 gennaio 2020.

BAR E RISTORANTI

Le restrizioni saranno allentate. Via libera alla riapertura al pubblico, nelle regioni di fascia gialla e arancione, di bar e ristoranti anche nelle ore serali. Ingresso contingentato fino alle 22. Il governo intende confermare il coprifuoco a partire dalla mezzanotte. Ma sulle riaperture restano due nodi da sciogliere: si fa largo l’ipotesi di lasciare alle Regioni la facoltà di anticipare o posticipare gli orari e l’eventuale blocco durante i giorni rossi (Natale e Capodanno) sul calendario. Speranza non intende autorizzare l’apertura di bar e ristoranti nei giorni di Natale e Capodanno.

SCUOLA

Altro terreno di scontro è la scuola. Stavolta la linea morbida unisce i renziani e il ministro della Scuola Lucia Azzolina. Le scuole superiori dovrebbero restare chiuse fino al 7 gennaio 2021. Ma nel governo cresce la spinta per una riduzione della didattica a distanza per i licei già a partire dal 3 dicembre.

IMPIANTI SCI

La linea del governo è autorizzare dal prossimo 3 dicembre una riapertura al 50% della capienza degli impianti nelle regioni gialle e arancioni. È stato approntato un documento con le linee guida per la stazioni sciistiche. Oggi si riunirà la Conferenza Stato-Regioni per approvarlo. Poi dovrà poi essere validato dal Cts.

CENONE DI NATALE

Sparisce l’obbligo del vincolo di parentela (fino al primo grado) per pranzi e cenone di Natale e Capodanno. L’annuncio del sottosegretario alla Salute Sandra Zampa si è rivelato un autogol. Fissato un limite di 6 persone per i raduni familiari. Sarà una raccomandazione, nessun obbligo.

MESSA DI NATALE

Anche nelle Regioni in zona rossa i riti religiosi non sono stati sospesi, rispettando il vecchio protocollo: distanziamento, ingressi contingentati e autocertificazione. Per la notte di Natale resta l’incognita. Dalla Cei non è partita alcuna richiesta ufficiale al governo. L’ipotesi è applicare anche per la messa di Natale il protocollo attualmente in vigore. Ma c’è l’ostacolo del coprifuoco a mezzanotte: una messa senza scambio di auguri.


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