Primo “schiaffo” per la Azzolina. Perché il ministro ha già perso

Il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione avevano impugnato l’ordinanza del presidente Cirio sulla misurazione della febbre a scuola. Il Tar, ora, ha bocciato la richiesta sospensiva

Il Tar del Piemonte ha respinto la richiesta di sospendere l’ordinanza regionale sulla misurazione della febbre a scuola. A fare ricorso, contro la decisione del presidente Alberto Cirio, erano stati il Ministero della Salute e quello dell’Istruzione, che si sono visti bocciare la richiesta sospensiva di urgenza.

L’ordinanza del presidente della Regione Piemonte prevede che le scuole piemontesi verifichino la misurazione della febbre da parte delle famiglie. La legge nazionale, infatti, prevede che siano i genitori a dover vigilare sulla temperatura dei figli, prima di accompagnarli a scuola. Ma, secondo quanto prevede l’ordinanza regionale, in Piemonte, anche le scuole devono controllare che gli alunni non abbiano la febbre, prima di entrare nell’edificio.

Nei giorni scorsi, la stessa Lucia Azzolina aveva definito l’ordinanza “intempestiva e inopportuna”, e poco tempo dopo, infatti, il governo aveva impugnato la decisione, chiedendo di sospenderla urgentemente. Ma ora, il Tar ha respinto le richieste del Governo. Per questo, l’ordinanza rimarrà valida, almeno fino al 14 ottobre, giorno per cui è fissata la trattazione in camera di consiglio.

Sempre oggi, invece, il Tar della Sardegna ha accolto l’altro ricorso presentato dal Governo contro l’ordinanza del presidente regionale Christian Solinas in materia di coronavirus. Il decreto, in vigore dal 14 settembre, disponeva l’obbligo di test sierologico,molecolare o antigenico rapido per chiunque arrivasse nell’isola. Il Tar ha disposto la sospensione dell’efficacia degli articoli 10,11 e 12 dell’ordinanza fino alla prossima udienza, prevista per il 7 ottobre.


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