Quell’incarico al Tesoro al cognato di Cancelleri “Ma ho lavorato gratis”

Il contratto al Mef di Lo Porto, marito della deputata M5s e sorella del viceministro

Che ci fa un architetto al ministero dell’Economia, assunto per giunta come esperto di «programmazione della politica economica con particolare riferimento al riparto di risorse finanziarie»? Tanto più che il consulente in questione non è un architetto a caso, ma il marito di una deputata M5s, a sua volta sorella di un viceministro M5s. A chiederselo è stata la Corte dei conti, che ha inviato al Mef una richiesta ufficiale di spiegazioni circa «l’incarico di natura coordinata e continuativa», presso il ministero dell’Economia, di Santino Lo Porto, architetto di Caltanissetta, marito di Azzurra Cancelleri parlamentare grillina, sorella di Giancarlo Cancelleri ex vicepresidente dell’assemblea regionale siciliana nominato viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Conte 2. «Si invita l’Amministrazione a fornire chiarimenti in merito all’attività che l’Arch. Lo Porto dovrà svolgere, della quale è stata data una generica esposizione nell’atto, in relazione al curriculum professionale del medesimo – scrive l’Ufficio di controllo della Corte dei conti -. Si richiede quanto sopra, anche in considerazione del compenso di euro 65.000 previsto per l’incarico in oggetto». L’atto è del maggio 2019, ma poi non ha avuto conseguenze.

Perché? Ce lo spiega direttamente Lo Porto: «Fu un errore dell’ufficio del personale del Mef, nel contratto avevano messo una dicitura sbagliata, ero stato chiamato per occuparmi del Cipe e tavoli interministeriali MIT-MEF, non di programmazione economica. Io me ne ero accorto e l’avevo fatto notare prima di firmare, ma mi venne detto che era tutto a posto e firmai. Poi, subito dopo il rilievo della Corte dei conti il ministero ha deciso, in autotutela, di ritirare il provvedimento. Così mi hanno rifatto un nuovo contratto firmato il 2 agosto 2019, ad una cifra più bassa, circa 24.000 euro. Ma che succede l’8 agosto? Salvini fa cadere il governo e così decadono tutti i rapporti di lavoro fiduciari con i membri del governo, tra cui il mio. Praticamente ho lavorato cinque mesi gratis!».

Sulla parentela, però, il marito della Cancelleri e cognato di Cancelleri non tollera insinuazioni su presunti favoritismi nello scegliere proprio lui per un incarico prestigioso e ben remunerato al ministero del Tesoro. «Mi ha chiamato Laura Castelli (viceministro dell’Economia, ovviamente M5s, ndr), è una mia grande amica, tra l’altro è mezza siciliana. Lo chieda a Laura Castelli se mi ha preso per la mia parentela o perché sono un serio professionista. Aggiungo che c’è stima e fiducia reciproca. Lei chi si prenderebbe nell’ufficio di gabinetto? Una persona di cui si fida. Posso lavorare su questa terra anche se sono sposato con una parlamentare, o non posso più lavorare? La legge lo consente. Se qualcuno dimostra che mia moglie ha imposto me alla Castelli, allora gli dò ragione».

Eppure l’allusione alla parentopoli Cinque stelle perseguita l’architetto. Così è stato quando è comparsa la foto dell’incontro, al ministero dei Trasporti, per lo sblocco dei cantieri Agrigento-Caltanissetta e Palermo-Agrigento. Al tavolo il viceministro Cancelleri, la sorella parlamentare Cancelleri, e suo marito Lo Porto, in quanto esperto della questione. Una riunione di famiglia, più che una riunione tecnica, dissero i soliti maligni. Gli stessi che storsero il naso quando Lo Porto si candidò al comune di Cefalù, naturalmente col M5s. O quando Di Maio venne ospite alle sue nozze con la grillina Azzurra. Tutta invidia per una famiglia unita.


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