RAVENNA. Cmc, perquisizioni e sequestri della Guardia di Finanza. Nel mirino l’appalto per lavori in Sicilia

Peculato, associazione per delinquere, frode in pubbliche forniture e traffico illecito dei rifiuti. Sono le ipotesi di reato che hanno portato all’inchiesta sulla Cmc, indagine aperta dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta. Nel mirino i cantieri siciliani per il raddoppio della strada statale 640 (Agrigento-Caltanisetta) che dovrebbe collegare i due territori con l’autostrada veloce. Un’opera su cui la Cmc è impegnata ma per un lungo periodo ferma a causa di un contenzioso tra la cooperativa stessa e Anas del valore di quasi un miliardo e mezzo di riserve.

Situazione sbloccata nell’agosto 2019 con un accordo raggiunto, ma attualmente la Dda di Caltanissetta ha deciso di far luce su uno degli ultimi stralci dei lavori. A tal proposito, il sostituto procuratore Simona Russo ha dato mandato alla guardia di finanza di partire con perquisizioni e sequestri in tutte le aziende coinvolte nei lavori, tra cui la Cmc di Ravenna e le altre società a cui la cooperativa nel tempo aveva ceduto parte del cantiere.

Così ieri mattina le fiamme gialle sono entrate anche negli uffici in via Trieste effettuando perquisizioni e sequestri di documenti relativi ad appalti.

La magistratura nissena avrebbe già iscritto i primi nomi nel registro degli indagati, con conseguente notifica degli avvisi di garanzia, a persone al vertice delle imprese coinvolte.

Lascia un commento