RAVENNA. Dinaro Gesualdo ex pugile, allenatore e titolare della palestra di pugilato Edera Boxing Gym Ravenna racconta la sua storia e come è nata la sua passione per il pugilato

 

“Sono nato nel 1988 a Caltagirone in provincia di Catania e cresciuto a Vizzini, un piccolo paesino cui tengo ricordare. Quel posto mi ha insegnato tanto e lì ho ancora  molti parenti e amici che mi vogliono bene. Nel 2000 mi sono trasferito a Ravenna con i miei genitori per motivi di salute riguardanti mio papà. Mio padre è un ex maresciallo dei carabinieri ormai in pensione da circa 20 anni. Lui è sempre stato ed è tuttora molto presente nella mia vita…” aggiunge sorridendo “…a tutti i miei combattimenti c’è sempre stato  e ricordo che sul ring sentivo più le sue urla che quelle dei miei maestri!” Continua: “Sono arrivato a Ravenna che avevo quasi 13 anni e nonostante fosse un momento critico dell’adolescenza mi sono subito ambientato e in poco tempo ho fatto molte amicizie che in parte durano tutt’ora.
Da
 ragazzino avevo provato a fare diversi sport come il calcio, il nuoto, la bici, ma non c’era nulla che mi piacesse veramente. Poi una sera nel 2006 ho incontrato un amico che mi disse che da qualche mese aveva iniziato a frequentare una palestra di kick boxing, così interessato chiesi qualche informazione a riguardo e il giorno dopo andai a vedere di persona. Entrando in quella palestra -che allora si chiamava New Millennium-  incontrai 2 ragazzi che già conoscevo e dopo averli salutati, mi fermai a  parlare con il maestro per quasi un’ora chiedendogli tutte le varie informazioni e domande sugli allenamenti. Mi venne da subito voglia di iniziare quello sport e la sera stessa chiamai al telefono altri due miei amici per chiedere se si volevano iscrivere insieme a me. Tutti e tre ci  presentammo il giorno dopo: abbiamo iniziato con il riscaldamento a corpo libero  e dopo soli 15 minuti circa mi sentivo già stanchissimo, ma man mano che l’allenamento andava avanti mi appassionavo sempre di più dimenticandomi della fatica provata. Alla fine dell’allenamento le mie gambe tremavano ma ero soddisfatto. La passione per questa disciplina cresceva giorno dopo giorno e al contrario dei miei amici -che dopo il primo mese mollarono- continuai per altri 4 mesi finché non fui costretto a smettere per via di un nuovo lavoro in un cantiere che mi teneva impegnato fino a tarda sera. 
Dopo qualche anno, precisamente nel 2008, il cantiere chiuse  e rimasi senza lavoro. Fortunatamente poco tempo dopo, mediante conoscenze venni a sapere  che una ditta di trasporti era in cerca di un autista. Telefonai e mi convocarono subito per un colloquio che andò a buon fine e iniziai a lavorare già dal giorno successivo.

Qualche mese più tardi parlando con il mio titolare, scoprii che lui stesso insegnava in una palestra di pugilato a Ravenna e mi invitò una sera ad andare a fare un allenamento. Risposi  subito di sì mentre mi brillavano gli occhi. Ricordo molto bene il primo giorno che entrai in quella palestra: era il 15 ottobre 2008, si trovava in via Nicolodi 17 a Ravenna sopra ad un bar, era molto piccola ma allo stesso tempo accogliente. Ammetto che mi fece un certo effetto vedere che la stessa sera Francesco Tritto (che in quel momento era il mio  datore di lavoro) mettendomi un paio di guanti,  mi diceva cosa fare e come muovermi  sul ring con lui. Nonostante questo a fine allenamento da tutto sudato, provai un’emozione dentro di me che poche altre volte avevo provato nella vita. Mi sentivo il ragazzo più felice del mondo! Era iniziato tutto come un gioco, ma frequentare quella palestra divenne in fretta la routine di ogni mio giorno e non ce n’era uno in cui non andavo ad allenarmi. Durante la settimana mi alzavo alle 5 della mattina per andare a lavoro e mi portavo dietro un panino per risparmiare tempo a pranzo e arrivare in palestra in orario; il sabato e la domenica invece andavo a correre. Ero un ragazzo deciso, determinato,  volevo assolutamente provare presto l’emozione di fare il mio primo combattimento. In quel periodo Baraldo Alvaro e Francesco Tritto erano gli allenatori dell’ Edera Boxe Ravenna.”
Il debutto di Dinaro Gesualdo si tenne il 3 febbraio del 2009 a Balleria (Rn) “03/02/2009 : una data che non posso dimenticare!  Dopo 4 mesi di duro allenamento feci il mio debutto.  Non avevo mai avuto così tanta ansia e agitazione e i miei maestri per rassicurarmi mi dicevano che era tutto normale e che quel momento non lo avrei mai più dimenticato. E così è stato, me lo ricordo ancora come se fossero passati pochi giorni

Di quella sera ricordo perfettamente l’atmosfera, gli odori, le luci, me nello spogliatoio che mi preparavo con casacca verde dell’ Edera Ravenna, i pantaloncini rossi e le scarpe nere con i calzini gialli. Ricordo quell’esatto momento di quando salii sul ring con il cuore che mi batteva a mille inconsapevole dell’ adrenalina che mi sarebbe venuta dopo il 1° gong. Ai tempi  si combatteva in 4 riprese da 2 minuti e il mio avversario Belchenko -un russo che frequentava la palestra da circa 3 anni- anche se era più esperto di me tecnicamente, sudò quelle 4 riprese dalla prima all’ ultima, tanto che l’arbitro ci fermò un po’ di volte perché sanguinavamo entrambi dal naso e dovevano asciugare il tappeto del ring ogni volta per non farci scivolare. Detta così può sembrare per molti un racconto da film horror, invece per me non era altro che un sogno che si stava realizzando …
Dal giorno successivo ricominciai gli allenamenti determinato più di prima. Non ero talentuoso ma i miei maestri credevano in me perché notavano la mia costanza e il mio enorme  impegno che mi spingevano a fare sempre meglio.”L’ultima riunione alla quale Gesualdo Dinaro partecipò, fu nel 2012 a causa di infortuni che lo costrinsero a smettere. E’ in questo momento che da ex pugile aspirerà a diventare maestro di boxe.  “Già durante i primi allenamenti avevo avuto problemi con i tendini e i legamenti delle mani e spalle, problemi che purtroppo si ripresentarono anche durante i campionati regionali del 2009. In quell’occasione avevo vinto sia i quarti di finale che e la semifinale contro pugili più esperti di me, ma la tendinite alla spalla sinistra non mi permise di partecipare alla finale e la vittoria fu regalata a tavolino al mio avversario. Da quel momento ho continuato ad allenarmi muovendo solo la mano destra perché l’altra era fasciata. Fu in quel periodo che imparai a boxare anche in guardia mancina, visto che  per otto mesi ero costretto ad allenarmi solo con la mano destra avanti. Ero sì scoraggiato, ma non mi volevo arrendere. I miei maestri mi davano forza  e mi stavano vicino fino al punto di accompagnarmi alle visite dal fisioterapista. I mali fisici purtroppo prevalsero e nel 2012 ero arrivato addirittura a farmi delle infiltrazioni alle mani prima di gareggiare.”
“ Non potevo andare avanti così!” Aggiunge. “ Inizialmente con i miei allenatori decisi di non fare più combattimenti  per un po’ con la  speranza  che le infiammazioni prima o poi sarebbero passate, ma il tempo passava e le mie spalle e le mie mani non recuperavano.”

“Nel 2013 ci siamo spostati in una palestra ‘nuova’ al PalaCosta in Piazza Caduti sul Lavoro 13 a Ravenna ,  che era in realtà la sede dove l’ Edera Boxe si era sempre allenata ma si era momentaneamente trasferita  per lavori di ristrutturazione.
Nel 2014 ero iscritto ancora alla Federazione Pugilistica Italiana come atleta agonista, ma non combattevo più da 2 anni  e la voglia di seguire questo sogno era troppa per lasciare perdere. Nel 2015 rifacendo il consiglio direttivo della palestra, i miei maestri insieme al presidente del tempo mi chiesero se volevo diventare io stesso il presidente della società, perché purtroppo quello presente aveva avuto dei problemi di salute e doveva assentarsi per un po’. Io accettai con grande piacere e da lì iniziai a dare una mano in palestra con i ragazzi nuovi. Lavorare con i neofiti mi piaceva perché riuscivo tramite la mia esperienza accumulata negli anni  ad immedesimarmi in loro, ad aiutarli, a spiegare in modo chiaro i movimenti e a trasmettere la mia passione per questo sport. Tutto questo mi rendeva felice e fu in questo modo che iniziai a pensare meno alla mia mancata attività agonistica (un pensiero che mi pesò per tanti anni) e ad appassionarmi invece all’insegnamento fino a capire che sarebbe  stata la mia strada.”

 “E’ stato ad Agosto del 2019 che mi  sono iscritto al corso per diventare Aspirante Tecnico,  un corso di circa 2 mesi  che riuscii a superare ad ottobre 2019 con il massimo dei voti. Fu anche un’occasione per conoscere tanti maestri e  futuri maestri.” aggiunge  “Avevo  finalmente raggiunto un altro obbiettivo” .

Nel 2020 Gesualdo Dinaro riesce ad aprire una nuova società a suo nome. Nasce così  la nuova “Edera Boxing Gym Ravenna”, dove in meno di due anni si sono tesserati circa 200 persone“ Nel frattempo ho sempre continuato a dare una mano in palestra e ad essere il presidente dell’ Edera Boxe Ravenna.  Poi però per motivi burocratici sono stato costretto a chiudere quella società e ad aprirne una nuova tutta mia con il nome di ‘Edera Boxing Gym Ravenna’. Ho deciso di mantenere il nome ‘Edera’ in ricordo della società in cui sono cresciuto. Ho incaricato come nuovo Presidente  mio papà Dinaro Salvatore e come vice Presidente mia mamma Scifo Lina.”

“Sono riuscito a  rimanere nella stessa palestra al PalaCosta e finalmente posso gestire tutto come voglio! Non che prima fosse gestita male, ma il mio potere decisionale era limitato in quanto dovevo tenere conto anche dei pareri di altre persone. A seguire i ragazzi inizialmente  c’erano anche Francesco Tritto e Alvaro Baraldo che sono stati affiliati tecnici insieme a me all’interno della nuova società.  Poi Alvaro per motivi di salute si è dovuto fermare” ci tiene a precisare “continua ogni tanto  a venirci a trovare”.

La nuova società è nata a ridosso della pandemia COVID-19, un periodo difficile per tutto il mondo dello sport“Francesco Tritto ed io  ci siamo dati da fare e siamo riusciti ad organizzarci nonostante le difficoltà createsi a seguito dell’arrivo del Corona Virus e il poco tempo che ci è stato dato a disposizione dal comune (la struttura è comunale). Sono stati quasi 100 i ragazzi tesserati nel 2020 e abbiamo preparato al meglio quelli  più determinati per portarli a combattere. L’anno si è chiuso con 15 combattimenti e una medaglia d’ oro per un ragazzino di 13 anni ai Campionati Regionali. Anche nel 2021 nonostante i disagi della pandemia, abbiamo  tesserato in metà anno circa 100 ragazzi, 27 combattimenti e la conquista di una medaglia d’ oro al Torneo Nazionale Mura  per un altro ragazzino di 13 anni e due medaglie d’argento ai Campionati Regionali per un altro ragazzino di 13 anni. Ancora meglio dell’anno precedente!”

Conclude dicendo “Mi ritengo davvero fortunato ad aver raggiunto questi traguardi in poco tempo, durante un periodo così difficile.” 

Quest’ anno ho portato i ragazzi a combattere ovunque, Livorno, Firenze, Udine, Parma, Reggio Emilia, Pesaro ecc. ecc. portando a casa tante soddisfazioni e non ci fermeremo qui…

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