RAVENNA. Liti e aggressioni tra le mura del “Ghiselli Serve di Maria”, giovane 23enne si rivolge al centro antiviolenza

Pesante la denuncia di una studentessa riminese 23enne, figlia di un noto sportivo romagnolo, che aveva scelto come sede dei propri studi universitari la città di Ravenna. Le sue accuse sono mosse nei confronti di una ragazza 20enne, ospite come lei presso l’istituto “Ghiselli Serve di Maria”. Durante il lockdown, la sera del 16 maggio, quest’ultima l’avrebbe aggredita davanti ad altre ragazze e a una delle suore.

La vittima afferma di aver iniziato ad avere problemi da settembre, con l’arrivo della nuova ragazza. «Mi sono sempre fatta i cavoli miei – racconta la 23enne –, ma ci sono stati comportamenti che ho ritenuto opportuno comunicare alla superiora». Gesto che ha provocato nella nuova arrivata atteggiamenti minacciosi, fino ad arrivare alla fatidica sera dell’aggressione.

A nulla erano serviti gli interventi da parte dei genitori, tanto che la dirigente si è trovata costretta ad espellere entrambe le giovani. Suor Maria Teresa Ricci dice: «Si è trattato di un semplice diverbio tra due ragazze che erano nel convitto. La mia preoccupazione era che si facessero male».

La studentessa 23enne, che si è ora rivolta alla polizia, promette battaglia: «Il 13 di giugno ho fatto le valigie. Psicologicamente ne sto ancora pagando le conseguenze. Mi sono rivolta al centro antiviolenza. Mi è rimasta la paura e chiederò i danni».

 

 

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