Regionali, Salvini: “Qualcuno vuole il rinvio del voto, è emergenza democratica”

Secondo Matteo Salvini ci sarebbe qualcuno che pensa ad un rinvio del voto delle Regionali perché “Pd e 5Stelle sentono odore di sconfitta”

Nessuno ha ancora parlato ufficialmente di rinvio delle elezioni Regionali e del referendum sul taglio del numero dei parlamentari che si terranno il 20 e 21 settembre ma il leader della Lega, Matteo Salvini, sui social ha reso pubblico un suo sospetto. L’ex ministro pensa che si sia qualcuno che, sfruttando i timori per l’aumento di casi di coronavirus nel nostro Paese, potrebbe essere orientato a chiedere di posticipare il voto non per motivi sanitari quanto per ragioni strettamente politiche.

Secondo Salvini, infatti, il rinvio potrebbe servire alla maggioranza giallorossa per evitare una bruciante e clamorosa sconfitta. Pd e 5Stelle sentono odore di sconfitta alle Regionali di settembre e qualcuno……… pensa al rinvio. Emergenza sanitaria? No, emergenza democratica”, ha scritto il leader della Lega.

Il voto si doveva tenere sul finire della scorsa primavera ma a causa dell’emergenza sanitaria era stato spostato al prossimo settembre. Ma all’appuntamento elettorale dem e pentastellati arrivano con affanno, nonostante la scorsa settimana il voto sulla piattaforma Rousseau ha sancito una svolta nel mondo grillino prevedendo una futura e più stretta alleanza tra i due principali “azionisti” del governo Conte. La sinistra, ad esempio, teme di perdere la Puglia, che guida con Michele Emiliano, e le Marche. In questa che è una roccaforte rossa, secondo un sondaggio Dire-Tecne’ il candidato di centrodestra Francesco Acquaroli avrebbe tra il 43,5 ed il 47,5% mentre Maurizio Mangialardi, candidato del centrosinistra e presidente di Anci Marche e sindaco di Senigallia, avrebbe un gradimento del 36-40%. Si fermerebbe invece tra il 12,5-16,5% l’asticella delle preferenze per Gian Mario Mercorelli dell’M5s.

Per non parlare del Veneto dove il governatore uscente, il leghista Luca Zaia, dovrebbe stravincere. Una rilevazione di Fabbrica Politica di inizio agosto dà Zaia addirittura all’80%. Vittoria possibile per il centrodestra anche in Liguria dove a correre è Giovanni Toti. Ma c’è di più. Perché si andrà al voto anche in Campania, dove sarebbe in testa il dem De Luca, e nella rossissima Toscana. In questa Regione la partita è apertissima: da un sondaggio Tecne’ per la Dire emerge che la candidata del centrodestra Susanna Ceccardi è stimata fra il 38,5% e il 42,5% mentre l’esponente di centrosinistra, Eugenio Giani, avrebbe tra il 44 ed il 48%. Dire Toscana oggi vuole dire, politicamente, Renzi. E se qualcuno vuole affondare l’ex rottamatore potrebbe colpire il candidato del centrosinistra. Fantapolitica, forse.

Ma sicuramente è innegabile che un trionfo del centrodestra alle Regionali potrebbe avere effetti anche sul governo, soprattutto se le Toscana e Marche cambieranno colore. L’Umbria insegna che non esistono più fortini rossi inespugnabili. Forse anche per questo Salvini ha lanciato il sospetto che ci sia qualcuno che voglia il rinvio del voto visto che i giallorossi arrancano.


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