Regolarizzazione dei migranti, lettera di Bellanova a Catalfo per provare a sbloccare lo stallo con i 5Stelle

Teresa Bellanova fa un gesto di distensione. La ministra renziana dell’Agricoltura – che ha messo sul tavolo le proprie dimissioni se nel “decreto di maggio” non ci fossero anche le norme per la regolarizzazione degli stranieri che lavorano nei campi e di badanti e colf – invia una lettera aperta alla collega del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo. “È urgente regolarizzare i braccianti, collaboriamo”, scrive. “È uno sforzo da fare ora, tra pochi giorni sarà troppo tardi”. Poi si toglie qualche sassolino dalla scarpa a proposito della  piattaforma che dovrebbe coordinare domanda e offerta di lavoro agricolo, e che non c’è.

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Ma con i 5Stelle è sempre braccio di ferro. Bellanova non arretra e chiede una regolarizzazione ampia: “Se il governo si gira dall’altra parte, io non sono più utile. Per me la regolarizzazione dei migranti è l’impegno di una vita. Ho contrastato i caporali fin da quando ero ragazza”.

Pensa a un provvedimento che riguardi 600 mila irregolari. Il ministro del Sud, il dem Peppe Provenzano è sullo stesso fronte e rilancia: “La norma sulle regolarizzazione può andare subito al consiglio dei ministri per essere inserita nel decreto di maggio”.

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I grillini sono contrari a sanatorie. L’hanno scritto sul Blog delle Stelle. L’ha ribadito ieri Luigi Di Maio: “Dobbiamo sì aiutare il settore agricolo, ma niente sanatorie”. Contrario è Vito Crimi, il capo del Movimento. E Carlo Sibilia, sottosegretario all’Interno, ancora oggi spiega: “La regolarizzazione non va messa nel decreto di maggio. Questo va scongiurato. Fermiamoci tutti. Non aiuta le imprese, né il paese. Apriamo una discussione”.

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I pentastellati in realtà sono spaccati. Il sottosegretario al Lavoro, braccio destro di Catalfo, con delega all’immigrazione, Steni Di Piazza è favorevole: “Mi prendo la responsabilità di dire che la regolarizzazione è necessaria in questo momento. Comprendo e capisco le ragioni che hanno spinto a sostenere la posizione del Blog delle Stelle, perché i grillini sono sempre stati contrari a ogni forma di sanatoria. Ma qui dobbiamo dare risposta a persone e difendere la salute di tutti. Sono certo che il Movimento alla fine capirà”.

D’accordo è Giuseppe Brescia, il presidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. E soprattutto Roberto Fico, il presidente della Camera, è per imboccare la strada della regolarizzazione.

Tuttavia il nodo politico è aggrovigliato. Spetterà alla ministra Catalfo fare una proposta. Al Viminale continua il lavoro di mediazione sulla bozza che già circola da qualche giorno. I grillini puntano a restringe il numero di quanti potrebbero avere diritto a essere regolarizzati.

Una ultima versione del testo dà permessi per la ricerca di lavoro soltanto a coloro che avevano un permesso di soggiorno scaduto al 31 ottobre 2019, e che abbiano già fatto lavori agricoli e lavori domestici. Forse meno di 100 mila  (a cui aggiungere coloro che emergerebbero con l’altro meccanismo previsto nella bozza del Viminale di emersione dal “nero” chiesta dal datore di lavoro).

Per Catalfo inoltre il permesso di ricerca lavoro dovrebbe essere solo di un mese.. I deputati grillini della commissione Agricoltura rispondono a Bellanova: “Ok alla piattaforma per gli stagionali, ma la sanatoria non è una soluzione”.

Protesta il Centro Astalli, dei gesuiti:”Regolarizzare i migranti è un atto d’umanità e di civiltà”, insiste padre Camillo Ripamonti. Riccardo Magi, di +Europa, denuncia soluzioni al ribasso: “Il rincorrersi di bozze, indiscrezioni, smentite, veti sulle ipotesi in campo per varare un provvedimento di regolarizzazione dei cittadini stranieri presenti in Italia, rischia di fare perdere di vista il punto centrale: la regolarizzazione deve riguardare il numero più ampio possibile di persone”.

Per Nicola Fratoianni di Leu: “Una regolarizzazione  a tempo è un atto sbagliato e ingiusto. Sono scelte a passo di gambero”. Il gruppo di associazioni che partecipano alla campagna “Io accolgo”, di cui fanno parte Caritas, Acli e Arci, pressa: “Finalmente si faccia l’accordo”.

La destra minaccia barricate. I leghisti attaccano Bellanova: “E’ riuscita a mettere tutti d’accordo contro la sua proposta”. Anche Forza Italia non vuole la sanatoria.
 



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