Ritorno in classe, il ministero blocca il test in tre paesi nel Vercellese. Il sindaco leghista: “Andiamo avanti”

Avrebbero dovuto essere i primi bambini d’Italia a varcare di nuovo il portone della scuola, ma il progetto pilota di “assistenza ai minori” realizzato dai comuni di Borgosesia, Quarona e Varallo Sesia si è scontrato con l’opposizione del ministero dell’Istruzione che con una lettera, alla vigilia dell’apertura, ha vietato l’uso dell’edificio scolastico dato in concessione al ministero fino alla fine dell’anno scolastico.

L’iniziativa, pensata per i bambini che hanno entrambi i genitori che lavorano, prevedeva la sistemazione dei bambini nelle aule di una scuola, 4 o 5 per ogni locale, con un educatore che li aiutasse a seguire le lezioni in videoconferenza con i rispettivi insegnanti e a fare i compiti.

“Ma il progetto non si ferma – precisa Paolo Tiramani, sindaco di Borgosesia e deputato della Lega – per i più piccoli apriremo l’asilo che è di esclusiva proprietà comunale e sistemeremo i più grandi in tre palestre del Comune”.

“Ci chiediamo se quella dei sindaci di Borgosesia, Quarona e Varallo sia una mossa populista e demagogica, mentre il ministero dell’Istruzione a livello nazionale ed il Politecnico di Torino a livello locale, stanno studiando la sostenibilità della riapertura a settembre delle scuole”. Così, in una nota congiunta, i referenti di Flc Cgil Vercelli Valsesia, Cisl Scuola Piemonte Orientale, Flc Cgil e Uil Scuola Piemonte: “Riteniamo si tratti di una mossa che pone a rischio la salute e la sicurezza delle famiglie e dei bambini stessi, oltre che delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti. Inoltre, una simile misura, presa in periodo di lezioni scolastiche, prefigura una pericolosa sostituzione delle finalità proprie della scuola dell’obbligo da parte dell’ente locale. La soluzione è in aperta violazione del dpcm del 26 aprile 2020 e della nota del ministero dell’Istruzione sul lavoro agile”.
 



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