Rivera “con me allenatore via telefonini e cuffie”

(ANSA) – ROMA, 27 GIU – Niente cuffie, ma soprattutto via
telefonini e altre distrazioni che impediscono di fare gruppo.
    Gianni Rivera è diventato allenatore a 76 anni e da tecnico
sarebbe pronto a portare una vera rivoluzione rispetto alle
abitudini in voga al momento. “Una delle prime cose che farei è
quella di togliere telefonini, smartphone, tutte quelle cose che
non si capisce perché debbano essere utilizzate nello
spogliatoio prima che cominci una partita, tra le altre cose –
dice a Dribbling su Rai due l’ex capitano del Milan che,
vincitore del Pallone d’oro nel 1969 e vicecampione del mondo
con la Nazionale ai Mondiali di Messico ’70, a 76 anni ha
ottenuto il titolo di allenatore professionista di prima
categoria -. E quindi anche durante gli allenamenti quei mezzi
bisogna lasciarli a casa, devono avere pazienza. Quando tornano,
nessuno glieli ha portati via e li utilizzano per quello che gli
piace utilizzarli. Negli spogliatoi mi sembra una cosa assurda
quella di entrare a sentire musica, mai successo nella storia
del calcio. Da oggi, da questi anni in poi è successo, però
facciamo in modo che questa sia solo una piccola parentesi”.
    Dunque niente più giocatori con le cuffie quando scendono dal
pullman: “Non sarà possibile, perché dovranno lasciarlo a casa o
in albergo, dipende. Il motivo è semplice: bisogna fare un
gruppo unito e che non deve mai disgiungersi nel memento in cui
si prepara una partita e anche un allenamento”. Per Rivera la
filosofia dell’allenatore è quella “del buon rapporto con i
giocatori e poi di un qualche cosa che mi ha lasciato Rocco che
è una delle cose fondamentali: lui diceva ‘Mi te digo de far
questo, mi te digo de far quell’altro. Però dopo de va a ti'”.
    (ANSA).
   


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