Rivolta contro l’ennesima task force. Gli azzurri: “Commissione bicamerale”

Gelmini: “È una sfida importante, serve approccio bipartisan”

Una task force per domarli, una per trovarli e un’altra per ghermirli e nel buio incatenarli. Il premier Giuseppe Conte non è Il Signore degli Anelli, ma resta comunque il Re dei pool di esperti. Un esercito di 450 competenti arruolati dal governo da quando è cominciata l’emergenza Coronavirus. L’ultima, o per meglio dire la penultima, è la commissione che era stata insediata per gestire le riaperture della famosa fase 2. Guidata da Vittorio Colao, ex ad di Vodafone, se ne ha traccia soltanto per i tanti titoli di giornale sull’argomento sparati in quei giorni. Per il resto, svanita nel nulla. E ora eccone un’altra. Un gruppo per sovrintendere al piano di rilancio da avviare grazie ai soldi del Recovery Fund. Lo strumento europeo su cui è stato trovato un faticoso accordo a Bruxelles nella notte tra lunedì e martedì.

L’ennesima task force, per Conte, «è una delle priorità che andremo a definire in questi giorni perché dovrà partire al più presto». Il premier, in conferenza stampa a Bruxelles spiega: «Abbiamo già lavorato al piano di rilancio, abbiamo elaborato dei progetti e condiviso con tutte le componenti della società». E le opposizioni sono quasi una formalità inutile: «Rimane un ultimo confronto con le opposizioni dopodiché avremo un quadro definito». Sui progetti da finanziare, Conte spiega: «Dovremo individuare quelli da selezionare in prospettiva europea». E forse sarà questo il compito della nuova squadra di esperti.

Dal centrodestra arrivano critiche sulla costituzione di quello che si candida ad essere un altro carrozzone. Annagrazia Calabria, Forza Italia va all’attacco: «Per realizzare le riforme non servono altre task force ma un serio confronto e un dialogo vero con gli operatori economici e con le opposizioni». Quindi aggiunge: «Di tavoli e vertici, come quello di Villa Pamphili, ne abbiamo visti fin troppi». I deputati di Cambiamo con Toti sono sulla stessa linea: «Chiediamo di non mettere in piedi l’ennesima inutile e burocratica task force». Anche la capogruppo di Forza Italia alla Camera Mariastella Gelmini se la prende con la task force e propone di istituire una bicamerale: «Il premier ha subito annunciato la costruzione di un’ennesima task force per il piano di rilancio. Ma come? Abbiamo avuto mesi di lockdown, abbiamo istituito un Comitato di esperti presieduto da Colao, abbiamo fatto dieci giorni di Stati Generali, e adesso il presidente del Consiglio ci prospetta altri tavoli e altri caminetti? Il piano di rilancio, anche con la sua parte operativa, dovrebbe essere pronto già da tempo. Per questo proporremo l’istituzione di una Commissione speciale bicamerale per il Recovery Plan: ci aspettiamo stavolta una reale condivisione ed un concreto approccio bipartisan all’altezza dell’importanza della sfida». E l’azzurra Deborah Bergamini twitta: «Il premier Conte annuncia l’ennesima task force sul piano di rilancio da farsi con le risorse del Recovery Fund. No, signor Presidente: il piano di rilancio lo si scrive in Parlamento!».


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