Saluto, Romano

Il bello del villaggio globale è che per leggere i giornali cattivisti su Silvia Romano non è stato necessario attendere stamattina. Bastava leggere i commenti dei loro lettori in coda al tweet con cui Giuseppe Conte ha annunciato la liberazione di Silvia Romano. I tempi delle “vispe Terese” (le due Simone), di un agente dei servizi che si spaccia per giornalista e dava del pirlacchione a Enzo Baldoni, anni di semina d’odio, hanno dato il loro esito. Tre i grandi filoni: gli insulti personali alla liberata, così impara a fare del bene in giro per il mondo. La giustapposizione con gli italiani, come se due mesi di quarantena per non ammalarsi valessero anni di prigionia reale, ma soprattutto la domanda ossessiva: quanto costa? Quanto ci è costato? Quanto abbiamo speso? Da contribuente inutilmente convinto, ci tengo a gettare il mio granello di sabbia della polvere dell’irrilevanza: avessi potuto scegliere tra pagare un eventuale riscatto o regalare le cure anche a chi le tasse non le paga, e dunque ha scippato tempo, soldi, e salute agli italiani perbene, beh, non avrei avuto un dubbio al mondo. Bentornata, Silvia.

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