Salvini contestato dai soliti: “Voi, amichetti dei clandestini”

Nuove contestazioni per Matteo Salvini, fischiato a Matera da un piccolo gruppo di antagonisti durante il comizio in sostegno del candidato sindaco del centrodestra

Non si placano le contestazioni contro Matteo Salvini, impegnato nel tour elettorale in vista delle votazioni di domenica 20 e lunedì 21 settembre. Questa mattina il leader della Lega ha fatto visita a Matera e anche qui è stato accolto da un manipolo di manifestanti che hanno fischiato durante tutto il comizio, mentre i sostenitori applaudivano il loro leader. Matteo Salvini si è presentato sul palco di Matera con il candidato sindaco del centrodestra Rocco Sassone e non ha reagito ai contestatori.

Gli amichetti dei clandestini, quelli là, accolgono non per carità cristiana, ma perché ci fanno i miliardi di euro. Altro che carità cristiana, il portafoglio. Quelli là con la bandiera rossa lascino in comune nome, cognome e numero di conto corrente. Fanno i generosi con i quattrini degli altri“, ha risposto Matteo Salvini quando si è fatto impossibile continuare a parlare tra i fischi e gli insulti che piovevano da una ridotta parte della platea. “‘Scemo, scemo’: il programma della sinistra per Matera è questo, mia figlia che ha 7 anni ha un pensiero più evoluto… Ai vostri insulti rispondo con i bacioni“, ha concluso Matteo Salvini, prima di terminare il suo intervento della Città dei Sassi.

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In una campagna elettorale in cui c’è la destra e l’anti-salvinismo, non più la sinistra, gli episodi di disturbo e contestazione, spesso violenta, contro il leader della Lega sono ormai all’ordine del giorno. Il culmine è stato raggiunto a Pontassieve con l’aggressione fisica a Matteo Salvini, al quale sono seguite manifestazioni di solidarietà da parte di tutti i principali leader politici italiani, compresi quelli avversari. L’unico a non parlare e a non esprimere pubblicamente la sua opinione, prendendo le distanze dall’aggressione, è stato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nonostante la stigmatizzazione bipartisan della violenza, il clima d’odio contro Salvini sembra arrivato a un punto di non ritorno. Lo dimostrano le violente contestazioni con lancio di pomodori, ieri, a Torre del Greco e le provocazioni di questa mattina a Matera, dove qualcuno si è presentato con le bandiere di un altro schieramento politico al comizio della Lega.

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Ancor più grave è quando sono i volti noti, i politici e gli amministratori comunali ad alimentare il clima d’odio. L’ha fatto il sindaco di Pontassieve, condividendo un post in cui Salvini era definito “ospite non gradito” e l’ha fatto Nicola Zingaretti, insinuando la volontà di minare la democrazia da parte delle destre. C’è, poi, il caso del regista Gabriele Muccino, che pubblicamente ha sentito di non dover esprimere solidarietà a Matteo Salvini per l’aggressione, perché d’altronde anche in questo caso la colpa secondo lui sarebbe proprio del leader della Lega.


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