Salvini contro il governissimo: “Dopo Conte c’è solo il voto, no a giochini”

No a un esecutivo di unità nazionale. Il leader della LegaMatteo Salvini a Mezz’ora in più su Rai3, si schiera contro l’ipotesi di un governissimo guidato da Mario Draghi. Per lui l’unica opzione resta il voto: “Dopo questo governo l’unica scelta è dare la parola agli italiani: gli italiani oggi hanno terribili preoccupazioni, pensiamo agli autonomi e alle partite Iva che non sanno quando possono riprendere. Non penso a giochini politici, entra Renzi, esce Renzi, ma non stiamo in una partita di calcio. O c’è un governo o ci fidiamo degli italiani”.

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E così, dopo lo stop  imposto dal Quirinale a Matteo Renzi all’idea di un governo di scopo, ora arriva anche il niet del principale leader del centrodestra, per il quale se Conte dovesse cadere l’unica soluzione sarebbe tornare alle urne.

Salvini torna poi ad attaccare sul Mes: “È un trattato che prevede condizioni, sono soldi a prestito. Se uno non riesce ad adempiere poi viene la Trojka. E’ pericoloso dire sì al Mes perchè dal 2022, finita emergenza, Italia rischia di essere sorvegliata speciale”.

Sul tema delle regolarizzazioni di 600mila immigrati che lavorano come braccianti, proposta nei giorni scorsi dal ministro all’Agricoltura, Teresa Bellanova, Salvini durante la trasmissione si è scontrato con il sindacalista dell’Usb, Aboubakar Soumahoro. 
Dopo essersi detto “d’accordo a prolungare per un limitato periodo di tempo il permesso di lavoro a chi è già impegnato nelle campagne”, il leghista ha subito precisato di non essere d’accordo però “su una sanatoria  indiscriminata di centinaia di migliaia di immigrati irregolari”.

Proprio ieri Aboubakar Soumahoro, sindacalista dell’Usb, aveva pubblicato su Twitter un video in cui denunciava “il cinismo della politica” chiedendo a chi “siede nei palazzi del potere” di fermare “lo scontro sulla pelle dei braccianti”,

Il sindacalista dell’Usb, intervenuto prima di Salvini alla trasmissione di Rai3, ha annunciato che, “se non saranno approvate le regolarizzazioni degli immigrati irregolari che lavorano nei cambi, ci sarà uno sciopero immediato dei braccianti”.
Un ultimatum a cui il leghista ha risposto: “I clandestini ora vogliono scioperare? Ma in che Paese viviamo…Io prima penso agli italiani e ai tanti immigrati regolari che hanno perso il lavoro e vivono grandi difficoltà”.



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