Salvini contro il governo sui milioni alla Tunisia: “Usa soldi trovati da me”

Il leghista all’attacco: sono i risparmi dei decreti Sicurezza che vogliono cancellare

La questione immigrazione per il governo è ormai fuori controllo. Lo dimostra l’ultima trovata che viene criticata dal leader della Lega Matteo Salvini. «L’Italia – spiega l’ex ministro – finanzia i controlli anti-clandestini in Tunisia grazie ai decreti Sicurezza che il governo vuole cancellare. Gli 11 milioni che Roma verserà a Tunisi sono frutto dei risparmi sul capitolo dell’accoglienza dopo la razionalizzazione voluta dalla Lega e approvata anche dai grillini. Ennesima dimostrazione che Conte-5Stelle-Pd non hanno idee né valori ma solo odio ideologico e fame di poltrone. Questo governo mette in pericolo l’Italia». D’altronde, che la soluzione non bloccherà i flussi ma costituirà un semplice palliativo lo lasciano presagire le parole del deputato tunisino Sami Ben Abdelaali, che ribadisce al Giornale che per fermare i flussi «occorrono soluzioni legali e fondi per l’acquisto di motovedette, tecnologia, radar e tutto quanto serve a controllare centinaia di chilometri di coste».

Intanto a Lampedusa è arrivata anche la Aurelia, la seconda nave quarantena del Gruppo Snav, che per il forte vento non è riuscita ad attraccare in banchina. All’inizio si era pensato di trasbordare 250 dei migranti ospiti dell’hotspot con le motovedette di Guardia costiera e Guardia di finanza, ma poi si è preferito desistere perché i rischi sarebbero stati alti. Allo stato attuale nel centro di Contrada Imbriacola ci sono oltre mille clandestini, a fronte di una capienza massima di 190 persone. Alcuni migranti sono stati trasportati in Sicilia a bordo di un traghetto, ma in serata altre ne sono partite per Porto Empedocle.

A Messina il sindaco Cateno De Luca annuncia che ieri «sono scappati altri 20 tunisini dalla caserma di Bisconte». E precisa: «Ribadisco quanto già promesso: il 26 agosto termina il periodo di quarantena dei 20 tunisini che non sono riusciti a fuggire, sempre che non ci provino ancora. Dopodiché io comincerò a dare calci nel sedere a chiunque mi impedirà la chiusura il 27 agosto. A Messina non deve esserci più nessun migrante, la caserma Gasparro sarà chiusa. Non voglio più sentire parlare di hotspot e Cas a Messina. È giusto che si continui con la solidarietà, ma sicura: sia per i migranti che per la popolazione».

Il commissario provinciale della Lega di Palermo Alessandro Anello racconta che sarebbero stati trasferiti d’urgenza all’hotel San Paolo Palace di Palermo perché risultati positivi al Coronavirus «quattro dei 23 migranti tunisini scappati l’8 agosto scorso dal centro di accoglienza Piano Torre di Isnello, nel Palermitano, dove si trovavano in quarantena, e bloccati poco prima di Ferragosto dalle forze dell’ordine in un casolare abbandonato a Collesano». Tensioni anche a Rocca di Papa, dove sempre il Sap, attraverso il segretario generale Stefano Paoloni denuncia l’uso di camici non a norma per le forze dell’ordine. «Con questi indumenti – spiega – non si può proprio fare servizio di ordine pubblico. I migranti del centro Mondo migliore dovevano essere trasferiti al Celio perché tra loro c’erano dei positivi. Loro si rifiutavano, quindi è stato richiesto l’intervenuto del reparto mobile. I camici dati in dotazione coprono la divisa, limitano il movimento, tengono coperti cinturoni e armi e il rischio è elevato». E prosegue: «Non si possono esporre come sempre le forze dell’ordine a rischi non dovuti». Anche Salvini è intervenuto sull’argomento: «Camici per le forze dell’ordine – spiega -, multe e restrizioni per gli Italiani, ma porti spalancati per gli immigrati infetti che vagano in giro per l’Italia. Tutto questo non è normale. #governoclandestino».


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