SanPa nel romanzo di Walter Delogu

(ANSA) – ROMA, 03 GEN – “Quando ho deciso di lasciarmi alle
spalle la mia insaziabile necessità di vivere l’eccesso, i miei
errori, la droga, San Patrignano con tutto quello che di buono e
di cattivo ha rappresentato, ho dovuto tirare fuori tutto,
raccontando la storia di Angelo, dietro al quale c’è molto di
chi sono stato io prima di diventare faticosamente una persona
come le altre.”, dichiara Walter Delogu autore de Il braccio
destro (Mursia, pagg. 236, Euro 17,00) scritto a quattro mani
con l’avvocato penalista e blogger del Fatto Quotidiano Davide
Grassi.
    “Con Angelo ho rivissuto sul confine invisibile che separa la
vita dalla morte, il bene dal male, incuranti di perdere
l’equilibrio e cadere. Come lui mi sono chiesto se puoi fare del
bene facendo anche molto male. Ora quella parte della mia vita è
sepolta per sempre, ma è comunque parte di me e mi ha reso
l’uomo che sono oggi. Dedico questo mio romanzo alla mia
famiglia e a mia figlia Andrea, la mia voglia di vivere. È
Andrea che prima di me in La Collina ha scoperto il potere
taumaturgico della scrittura e ha iniziato a raccontarsi e
raccontarmi.”, conclude Walter Delogu.
    Davide Grassi aggiunge: “Mentre scrivevamo il libro,
accompagnando Angelo e Walter sui sentieri della comunità, mi
sono spesso domandato quali altre strade al di fuori di essa
avrebbero potuto percorrere. Quali alternative offriva loro la
società che criticava, giudicava e restava a guardare. Era
l’epoca dell’eroina che inondava le piazze e per i giovani era
molto facile perdersi. Nonostante tutto, non c’era alcuna pronta
risposta da parte delle istituzioni. Ancora oggi, se torno con
la mente a quegli anni, mi chiedo dove fosse lo Stato per non
accorgersi che i suoi figli morivano per le strade dopo essersi
iniettati quel veleno.”
Milano, anni Settanta. Una città in cui si viveva sfrecciando su
due corsie parallele: lavoro, carriera e soldi su una, crimine
droga e soldi sull’altra. Angelo è un ragazzo irrequieto che
vive di furtarelli, coinvolto in risse e in giri di droga quando
viene notato da un boss della malavita milanese che lo prende
sotto la sua ala facendogli fare una folgorante carriera
criminale. Per una partita di droga tagliata male viene
ricoverato in una comunità di recupero per tossicodipendenti
dove i confini tra bene e male non sono ben chiari. Angelo con
tutta la sua voglia di riscattarsi supera cadute e sconfitte
fino a diventare il braccio destro di Sergio, deus e padrone
della comunità. È difficile da quel momento distinguere i soldi
che fanno del bene tra i tanti che circolano attorno a lui, ma è
facile usarli e restarne invischiati.
    Walter Delogu ha vissuto a Milano per la prima parte della sua
vita. Oggi, dopo una vita avventurosa, che lo ha visto, fra
l’altro, al centro della vicenda Muccioli – San Patrignano,
abita con la sua famiglia a Rimini dove lavora come autista di
ambulanze. Inutile dire che la trama del romanzo è liberamente
ispirata al suo passato burrascoso. (ANSA).
   


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