Santori si toglie dalla naftalina (e aizza la gente contro il centrodestra)

A gennaio risollevarono le sorti di Bonaccini. Ora tentano la volata al Pd in Toscana. Così le sardine (senza metterci la faccia in lista) catalizzano il popolo rosso contro il nemico comune: la destra

Mattia Santori, l’“eterno ragazzo che crede di poter cambiare il mondo”, è tornato ad essere il prezzemolino della sinistra. Fresco di beatificazione in un melenso ritrattone postato sulla pagina Facebook “6000 sardine”, eccolo ricomparire (guarda un po’!) proprio in occasione delle imminenti elezioni regionali, dove la sinistra rischia un’altra scoppola, e sferzare il popolo dem arringandolo contro il pericolo delle destre. A inizio anno era stato un toccasana per Stefano Bonaccini che fino all’ultimo rischiava di farsi scippare l’Emilia Romagna da Lucia Borgonzoni. La leghista aveva quasi sfiorato il colpaccio ma alla fine il feudo rosso non ha avuto il coraggio di voltar pagina. La stessa chance è ora nelle mani di un’altra leghista, Susanna Ceccardi. A questo giro, però, si trova a dover affrontare un candidato ben più debole di Bonaccini, Eugenio Giani. Così, non appena i sondaggi hanno ipotizzato il testa a testa, il capo sardina è corso in aiuto dei compagni.

Su Facebook le altre sardine lo descrivo così: “Un sognatore, un vulcano di idee ed emozioni, di visioni, di prospettive”. E ancora: “Una persona estremamente sensibile e coriacea al tempo stesso, che empatizza le sofferenze altrui ma che si batte fino allo stremo per una giusta causa”. Di più, di più: “Un trascinatore che ama coinvolgere ed essere coinvolto, un eterno ragazzo che crede di poter cambiare il mondo partendo da un cambiamento interiore”. Insomma, Santori santo subito. I toni sono più o meno quelli. Bonaccini, che l’anno scorsa l’ha scampata brutta, guarda alla nuova tornata elettorale con preoccupazione (Il Pd rischia di perdere 7-0) e rende omaggio al capo di un movimento che da mesi sta facendo da stampella al Partito democratico. “Le Sardine hanno riempito le piazze perché la sinistra non ha più chiamato nessuno in piazza”, ammette il governatore che degli otto punti di scarto, con cui ha vinto le amministrative, sa bene che almeno tre li hanno spostati Santori & Co che in Elly Schlein hanno visto il loro “riferimento politico”. Non a caso, alla tornata elettorale dello scorso gennaio, l’ex eurodeputata piddì, oggi vice di Bonaccini, sbancò le urne facendo il record di preferenze (oltre 22mila).

La speranza di Giani è che le sardine possano compiere lo stesso “miracolo”. E così eccole di nuovo nuotare nella politica sferrando colpi bassi a tutti per accalappiare un po’ di consenso in più. L’aggressione della congolese in piazza, che come una forsennata gli ha strappato camicia e rosario? Matteo Salvini, sotto sotto se l’è cercata. “Dal momento che una certa politica insegue il consenso, vive di questo e per questo, abusando di un linguaggio verbale e non verbale violento – ha sentenziato in una intervista all’AdnKronos – davanti alla provocazione continua, non è inverosimile né improbabile, imbattersi in comportamenti di risposta violenti”. E che dire del Pd? “Gli serve nuova linfa, serve un partito che dia voce alla sua base”, ha poi pontificato facendo a Zingaretti la ramanzina per il suo “sì” al referendum e promettendo di riunire “il fronte del No” domenica prossima a Roma. Uno strappo? Macché. Sotto sotto il popolo dem non è così entusiasta del taglio dei parlamentari. E così, ancora una volta, ecco le sardine a tentare di elaborare la pancia dell’elettorato di sinistra.

Per mesi, quando l’Italia si confrontava con l’emergenza coronavirus, Santori si è rintanato in casa. Adesso è tornato ad arringare il “suo” popolo criticando anche i compagni piddini ma tirandogli poi la volata nelle urne. Non si è capito cosa voglia fare da grande. Al contrario la Ceccardi, che ha la stessa età del capo sardina, ha deciso di metterci la faccia da tempo: prima come sindaco di Cascina, ora come candidata del centrodestra alle regionali in Toscana. Sa che può perdere, l’ha messo in conto. Ma sa anche che la partita è aperta. Una scomessa che, almeno per il momento, Santori non si sente di fare: così, pur continuando ad essere bravo a riempire le piazze catalizzando l’odio della sinistra contro la destra, si tiene alla larga dal confronto elettorale. Non si sa se per paura dell’esito o che altro.


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