Scaroni, assist a Rangnick: “Il Milan giocherà un calcio veloce, che non si vede in Italia”

Il presidente rossonero: “Vogliamo portare a termine il campionato. Gazidis costruisce il futuro e lavora su tre aree. Giampaolo? Scelta sfortunata”

Un apprezzamento pubblico all’a.d. Ivan Gazidis e un “assist” a Ralf Rangnick, che in un futuro prossimo potrebbe essere chiamato a dare un’identità tattica al nuovo Milan. Paolo Scaroni, presidente rossonero, parla in videoconferenza con il portale di diritto sportivo Olympialex. “Gazidis è un professionista del mondo del calcio e si occupa di tre aree – spiega Scaroni -. La prima missione è costruire una squadra giovane, che giochi un calcio veloce, più veloce rispetto a quello che si vede abitualmente in Italia, più simile al modello inglese o a quello dell’Ajax. La seconda area riguarda il nuovo stadio, San Siro ha un grande nome, ma è totalmente obsoleto per il calcio. La terza sezione sono gli sponsor. Il Milan ne ha bisogno, senza risultati non arrivano gli sponsor e senza sponsor non arrivano i risultati. La sfida è conquistare nuovi tifosi ovunque, in luoghi come Cina, Indonesia e Pakistan, disputando le partite in orari compatibili con le dirette tv”.

Errori

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Se le prestazioni del Milan finora non sono state all’altezza, secondo Scaroni, è stato anche per un po’ d’inesperienza a vari livelli: “Credo che siamo la squadra più giovane della Serie A – continua -. Abbiamo fatto alcuni errori, abbiamo cambiato allenatore a inizio stagione, probabilmente Giampaolo non è stata una scelta fortunata. Gli errori sono ormai dietro di noi, non davanti. Vogliamo riportare il Milan dove merita”.

Riprendere

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Il Milan è tra i club che non fanno mistero di voler provare a portare a termine la Serie A 2019-20: “La mia posizione è chiara, l’ho espressa anche in Lega, voglio finire il campionato. È possibile e fattibile. La decisione finale non spetta né alla Lega né ai club, ma al governo”.

Orizzonti

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Il progetto Milan si conferma centrato sul medio-lungo periodo: “Ciò che io e soprattutto Gazidis stiamo facendo è costruire un’organizzazione stabile per il Milan – assicura il presidente -. Tanti tifosi non capiscono cosa significhi gestire un club come le regole del Fair play finanziario, ma noi non vogliamo essere puniti ancora. Se posso fare una critica al Fair play finanziario, è diverso dal modello Nba, perché oggi cristallizza la situazione. Se sei un club che sta vincendo, il tuo futuro è vincente e pieno di sponsor, altrimenti la strada è davvero molto lunga. Ma cambierà, tutto è in evoluzione. Nel gestire un club faccio un paragone con la Scala, sono stato nel board per 9 anni… la cosa più difficile da gestire sono le primedonne, i cantanti come i calciatori. Abbiamo membri indipendenti, io per esempio non sono un dipendente di Elliott. E poi abbiamo alcuni milanisti, vogliamo persone che amino il Milan”.



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