Scuola: Save Children, 34mila a rischio abbandono

(di Emanuela De Crescenzo) (ANSA) – ROMA, 05 GEN – Adolescenti stanchi (31%), incerti
(17%), preoccupati (17%), quasi uno su due (il 46%) è convinto
di aver “sprecato” un anno e uno su tre che la propria
preparazione scolastica sia peggiorata e nel 35% dei casi devono
recuperare più materie dell’anno scorso. Con un rischio sempre
più concreto di dispersione scolastica: il 28% sostiene che
dall’inizio della pandemia almeno un compagno nella propria
classe ha smesso di frequentare la scuola. Tra le cause
principali delle assenze durante la Dad la difficoltà di
connessione e la mancanza di concentrazione. La stima è che
almeno 34mila studenti delle superiori, a causa delle assenze
prolungate, potrebbero trovarsi a rischio di abbandono
scolastico.
    E’ il ritratto degli adolescenti che hanno vissuto per quasi un
anno costretti a casa lontani dalle aule, impegnati nella Dad,
spesso senza fare sport o altre attività, vedendo poco gli amici
e gli amori, che delinea una indagine realizzata da Ipsos per
Save The Children su un campione di 1000 studenti dai 14 ai 18
anni dal titolo “I giovani ai tempi del Coronavirus”.
    I ragazzi – secondo l’indagine – si sentono esclusi dalle
scelte per il contrasto alla diffusione del Covid: il 65% è
convinto di pagare in prima persona per l’incapacità degli
adulti di gestire la pandemia, il 43% si sente accusato dagli
adulti di essere tra i principali diffusori del contagio, mentre
il 42% ritiene ingiusto che agli adulti sia permesso di andare
al lavoro, quando a loro la non è permesso di andare a scuola.
    Quasi un quarto degli adolescenti (23%) dichiara che, in
questo anno di pandemia, ha capito che uscire non è poi così
importante e che si possono mantenere le relazioni anche on
line. Di contro, però, l’85% dei ragazzi intervistati afferma
invece di aver capito quanto sia importante uscire con gli
amici. Tra le “privazioni” che i ragazzi hanno sofferto di più,
anche quella di non aver potuto vivere esperienze sentimentali
importanti per la loro età (63%). (ANSA).
   


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