Se De Luca scambia il Nord per il Pd

Non ci fosse da indignarsi e rispondere malamente a questo scostumato visto che di mezzo ci sono centinaia, anzi migliaia di morti, si potrebbe ridere del governatore piddino della Campania Vincenzo De Luca

Non ci fosse da indignarsi e rispondere malamente a questo scostumato visto che di mezzo ci sono centinaia, anzi migliaia di morti, si potrebbe ridere del governatore piddino della Campania Vincenzo De Luca nella sua ultima riuscitissima imitazione del comico Maurizio Crozza che fa il personaggio del governatore piddino della Campania Vincenzo De Luca. Perché se è ormai noto a tutti che l’originale è una maschera molto più paradossale, e quindi comica, nella commedia dell’arte di questa sinistra precipitata da Togliatti e Berlinguer ai guitti da basso napoletano, anzi salernitano, questa volta c’è davvero da indignarsi. «Quando noi chiudevamo, altrove si facevano iniziative pubbliche: Milano non si ferma, Bergamo non si ferma, Brescia non si ferma. Poi si sono fermati a contare migliaia di morti. Migliaia non centinaia», è la trascrizione letterale della sua lugubre uscita ieri pomeriggio durante una visita all’ospedale di Sapri. Che dire oltre al fatto che le sue parole sono così orribili da commentarsi da sole? Forse che, De Luca lo ha magari dimenticato, i sindaci di Milano e Bergamo sono Giuseppe Sala e Giorgio Gori, ovvero quelli che il suo partito, il Partito democratico, considera i migliori cavalli di razza nella scuderia. Così come tra un aperitivo sui Navigli a Milano e una capatina in Regione Lazio, anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti si è spesso schierato nella squadra degli «aperturisti». Per non aggiungere il resto del numero comico, quando De Luca ha aggiunto che «a Milano discutono ancora se la zona rossa doveva farla il governo o la Regione Lombardia, noi intanto abbiamo chiuso e salvato la vita di centinaia di persone». Perché tutti ricordano i servizi dei telegiornali con le immagini dei mercati e dei quartieri di Napoli, invasi da gente senza mascherine nel pieno della pandemia. Per non parlare della nottata di festeggiamenti con migliaia di tifosi impazziti quando il Napoli ha vinto la Coppa Italia contro la Juventus. Dov’era De Luca? Non c’era o forse dormiva. Così come dormiva e magari sognava ieri, quando ha detto che «qui in Campania abbiamo ospedali di assoluta eccellenza: non c’è bisogno di andare a Milano, Bologna, Verona o Pavia». Vada a raccontarlo alle migliaia di campani che ogni mese sono costretti a lunghi viaggi e a spese infinite per trovare cure adeguate e salvarsi la vita. In Lombardia, ovviamente, dove nessuno si è fermato. Non per farsi un aperitivo, ma per curare i malati di Covid che arrivavano in ospedale soffocati dal virus e resi cianotici dalla «fame d’aria». Ci pensi De Luca prima di fare il comico. E magari chieda anche scusa. Ai vivi e soprattutto ai morti.


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