Sempre più casi tra i migranti. Ma il governo accusa la Sicilia

Dura la condanna da parte dei grillini dell’Assemblea regionale siciliana: “Utile solo a catturare qualche like sui social”. Anche il Viminale contrariato: “Non è materia sua”

L’onda d’urto del duro comunicato del presidente della regione Sicilia Nello Musumeci, che con un’ordinanza ha dato un ultimatum prima della chiusura degli hotspot presenti sull’isola e del trasferimento dei clandestini ospitati al loro interno al di fuori di essa, inizia a far sentire tutta la sua forza anche nell’ambito della politica nazionale.

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Come ampiamente previsto, è arrivata la condanna da parte della maggioranza giallorossa, fortemente motivata quando si tocca il tasto dell’immigrazione, dei porti aperti e dell’accoglienza. “Entro le 24 del 24 agosto, tutti i migranti presenti negli hotspot e in ogni centro di accoglienza devono essere improrogabilmente trasferiti e/o ricollocati in altre strutture fuori dal territorio della Regione Siciliana, non essendo allo stato possibile garantire la permanenza nell’Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio”, ha dichiarato il governatore, scatenando un autentico putiferio.

Dura e immediata la replica da parte della rappresentanza del Movimento CinqueStelle nell’Assemblea regionale siciliana (Ars). “Problemi reali, soluzioni farlocche, come sempre. Dopo la Finanziaria di cartone, costruita con i soldi del monopoli e della quale i siciliani non hanno ancora visto un euro, il presidente della Regione, tira fuori dal cilindro l’ennesimo coniglio geneticamente modificato, utile solo a catturare qualche titolo sui giornali e un pugno di like sui social, non certo a risolvere il problema degli sbarchi”, ha affondato il capogruppo Giorgio Pasqua, come riportato da Agi, definendo l’ordinanza di Musumeci“farneticante ed improponibile”.

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Gli hotspot sono al collasso, i clandestini continuano a sbarcare ed i casi di positività al tampone si incrementano, con tanto di fughe dai centri d’accoglienza di soggetti potenzialmente contagiosi, ma nessuno si è mai mosso per porre rimedio a questa situazione. È notizia di poco fa la positività al Covid-19 di ben 19 migranti ospitati in due differenti strutture di Agrigento, uno dei quali, in condizioni particolarmente serie, è finito all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Tutte situazioni al limite che hanno spinto il presidente della Regione ad agire in modo estremo nel tentativo di tutelare la salute dei suoi cittadini. Ciò nonostante, i grillini dell’Ars si limitano a ricordare a Musumeci quali sono i compiti istituzionali previsti dal suo ruolo. “L’unico potere del Presidente della regione siciliana in tema di sbarchi e migrazione è quello di sedersi al tavolo del consiglio dei ministri per discutere di questioni che riguardano la sua terra e il suo popolo. Tavolo al quale proporre soluzioni (che non ha) e rivendicare interventi da parte dello Stato”, attaccano i pentastellati.“Ma per Musumeci, invece di esercitare i poteri che gli derivano dallo Statuto speciale, è molto più semplice emettere una ordinanza con la quale non può ordinare proprio un bel nulla a nessuno. Acchiappare like è più facile di governare un’isola e dare risposte ai siciliani. La verità è che quella di Musumeci è l’ennesima arma di distrazione di massa per coprire i suoi tantissimi fallimenti in tutti i campi e cercare di addebitare ai migranti l’aumento dei contagi in Sicilia, dovuto alle tante voragini presenti nel sistema di prevenzione anticovid in Sicilia”.

Anche il Viminale non ha perso tempo a condannare il gesto. La gestione dei flussi migratori“non è una materia di competenza delle regioni”, e comunque “non si capisce come l’ordinanza di Musumeci possa funzionare”. Insomma, stai al tuo posto, replica il ministero dell’Interno. “Nessuna polemica con Musumeci, ma non è materia sua. Il governo è impegnato giorno e notte nella ricerca di soluzioni che servano ad allentare la pressione su Lampedusa e su tutta la Sicilia, ma non si capisce che effetti possa avere l’ordinanza disposta dal presidente della Regione”.

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