“Siamo esasperati da migranti. Ci hanno caricato coi bastoni”

I residenti del Tiburtino III spiegano cosa c’è dietro la rivolta e la rissa davanti al centro d’accoglienza.

“Siamo esasperati”. “Qui lo Stato non c’è”. Sono queste le frasi ricorrenti dei residenti del quartiere romano Tiburtino III dove ieri notte è scoppiata una rivolta contro un centro d’accoglienza per liberare una madre e suo figlio ostaggio di un centinaio di migranti.

Il racconto della donna sequestrata

La donna, di nome Pamela, si era recata lì per protestare dopo che un eritreoospite del centro dal quale era già stato espulso, aveva gettato dei sassi contro il figlio che stava giocando per strada insieme agli amici. “Quando hai figli, non ci pensi alla paura”, spiega a IlGiornale.it la donna che ha capito subito chi fosse il colpevole dell’accaduto e lo ha rincorso fino al centro. Una volta lì, è stata accerchiata da un centinaio di migranti.“Non ho riflettuto e l’ho inseguito. Erano tanti e mi hanno trascinata per 500 metri per riportarmi dentro al centro e poi mi hanno picchiata ovunque”, racconta (guarda il video).

Il Giornale.it