Siamo ufficialmente una nazione senza un governo degno di questo nome. … di Paolo Savelli

Se le Regioni sulla scuola marciano in ordine sparso e con provvedimenti restrittivi, non è l’estrinsecazione di qualche forma di federalismo e nemmeno il trionfo del regionalismo, bensì un sintomo di come il governo non venga ritenuto soggetto capace di fornire tempestivamente strumenti normativi e anche meramente materiali per intervenire rispetto all’emergenza in atto. Siccome la riapertura delle scuole è un punto fermo – a parole parole parole – dell’attuale governo guidato da Giuseppe Conte, siccome del mandare i giovani italiani a scuola questo governo ne ha fatto un punto d’onore e un obbiettivo primario, ecco che allora la levata formale di scudi da parte di singole regioni è l’immagine perfetta di ciò che sta accadendo veramente e non in base agli isterismi verbali del Ministro Azzolina. Sono campanelli d’allarme per un problema che esiste irrisolto non da un mese o da alcune settimane, ma almeno sin da maggio 2020. Rinvia di qua, rinvia di là, sbaglia norme, aspetta, cerca la quadra, fai i provvedimenti in costante ritardo, forse può aiutarti a rimanere in sella per il sogno di arrivare al semestre bianco e così finire la legislatura, ma di certo non è ciò che serve all’Italia e agli italiani. Lo capirà mai Giuseppe Conte con i suoi scherani di poltrona e di governo? Pare di no.

Paolo Savelli