Stadio, concerto su terrazza ospedale Bologna

Un concerto speciale e un tributo al personale sanitario in prima linea nell’emergenza Covid-19, quello organizzato dagli Stadio. Un evento speciale già dal luogo scelto per il live, visto che la band si esibirà, il 27 giugno, sulla terrazza del Policlinico Sant’Orsola di Bologna.
    “Saremo su una terrazza come i Beatles – ha detto Gaetano Curreri – ma per un’occasione speciale come quella di tributare un omaggio a tutto il personale sanitario che in questa battaglia ha avuto anche i suoi caduti, ma al tempo stesso dare un segnale di speranza come la musica può fare”. È un legame storico quello che unisce gli Stadio e il personale sanitario del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Un legame che si è consolidato ancor di più durante lo scoppio della pandemia da Covid-19 e che è sfociato nel videoclip ‘Voi come noi’, di prossima pubblicazione sui canali ufficiali della band e realizzato insieme ad alcuni medici e infermieri del nosocomio bolognese sulle note di ‘Generazione di fenomeni’. Da questo primo e spontaneo omaggio della band a chi porta avanti la battaglia contro un nemico invisibile, è nata l’idea del concerto. “Non sarà una cosa estemporanea – ha detto sempre Curreri – ma un concerto vero e proprio. Mi piacerebbe che diventasse anche un appuntamento da ripetere, per continuare a tenere alta l’attenzione sul lavoro che si fa dentro un ospedale”.
    Sul palco del concerto che sarà trasmesso in streaming sui canali social della band, gli Stadio lanceranno anche una raccolta fondi attraverso la Fondazione Policlinico Sant’Orsola, in favore del personale sanitario dell’ospedale bolognese e per l’acquisto di DPI per due ospedali siciliani: l’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania e l’Umberto I di Siracusa. Un modo per unire in un abbraccio virtuale gli operatori sanitari italiani da Nord a Sud. “Il mondo della musica sta vivendo un momento molto complicato – ha detto Curreri – e servirebbe che qualcuno pensasse a come far ripartire un settore che in questo momento è in ginocchio. La musica non può essere lasciata per ultima, anche perché è proprio con la musica che si può dare un segnale di ripartenza, di sana e controllata aggregazione. I concerti come siamo sempre stati abituati a vederli per ora non si possono fare, lo sappiamo tutti, ma un modo per far ripartire anche questo settore deve essere trovato. Ci si deve mettere a tavolino e capire come dare speranza anche a tutti quei lavoratori nel mondo della musica che sono rimasti senza lavoro”. 
   


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