Torino: quarta notte accampati in piazza Palazzo di città per i clochard sfrattati dal dormitorio della Croce Rossa

I senza tetto sotto Palazzo Civico continuano ad aumentare e la questione è stata affrontata anche in prefettura, nell’ultimo comitato per l’ordine e la sicurezza. “Si sta esaminando la situazione e bisogna valutare le posizioni delle singole persone coinvolte” spiega il prefetto Claudio Palomba. Gli avvocati del legal team, in contatto proprio con la prefettura, stanno cercando di capire se alcuni di quelli che hanno diritto alla protezione umanitaria non possano essere ospitati, nei Cas, i centri accoglienza straordinaria, del Piemonte.
Nel gruppo che dorme da lla notte di lunedì in piazza Palazzo di Città ci sono diverse persone che fino a lunedì erano ospitate nei container del piano “Emergenza freddo” in piazza d’Armi. La Città, che aveva affidato il progetto alla Croce Rossa, ha autorizzato la chiusura, al termine di un mese di proroga, ma per queste persone le porte dei dormitori sono rimaste chiuse: “Se uno non ha fatto il tampone non può entrare nelle strutture perché temono il contagio” raccontano gli attivisti e gli operatori che stanno sostenendo i senza tetto, in gran parte stranieri.

L’obiettivo esaminato durante la riunione, cui hanno preso parte anche la sindaca Chiara Appendino e i rappresentanti della Regione e delle forze dell’ordine, è evitare che continuino ad aggiungersi persone che dormono sotto i portici di piazza Palazzo di Città: “Verrà fatta una valutazione della situazione sanitaria di ogni persona per capire se si può trovare una sistemazione idonea” aggiunge il prefetto.

Ieri sera però erano già 40 le persone che avevano scelto di usare i portici come dormitorio, e le tende in piazza sono aumentate. Lo stesso numero si trova nei pressi dei container, ormai chiusi in piazza d’Armi.

“La chiusura notturna dei parchi è un problema ulteriore – confermano gli operatori – Alcune persone che li stavano usando durante la notte si sono trovate senza sistemazione, per quanto precaria, dall’oggi al domani e ora si sono aggregate qui”. Anche per questo ieri sera si è svolta un’assemblea con senza tetto e attivisti per decidere quali passi fare. Dopo l’intervento dell’Ordine dei Medici che ha lanciato l’allarme sulla situazione sanitaria, ieri è arrivato un nuovo appello di associazioni e comitati di quartiere che si occupano di persone in difficoltà e che è stato ribadito durante la commissione del consiglio comunale: “Il Comune ha lasciato queste persone, tra cui alcune con fragilità evidenti, senza alcun tipo di assistenza sanitaria, senza servizi igienici, senza cibo, senza un tetto in cui #restareacasa, ignorando la loro presenza e le loro rivendicazioni. La situazione nazionale attuale rende tutte le persone che presidiano in questo momento l’entrata del Municipio esposte a rischio – si legge nel testo – Queste persone devono essere ascoltate e devono avere una casa”.
Un concetto ribadito sia da Liuba Forte, vicepresidente dell’associazione Panafricando e presidente dell’associazione Stelo Onlus, sia dagli operatori della Pastorale migranti della Diocesi di Torino.

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