Torna l’incubo comunista: è rinato il Pci

Dopo un’assenza durata 30 anni, il simbolo del Pci sarà presente sulle schede elettorali per le Regionali in Toscana. Il candidato sarà il 51enne Marco Barzanti

Una storia che non tramonta, nonostante gli anni trascorsi e la fine delle grandi ideologie che hanno segnato il secolo scorso. I nostalgici della falce e martello alle prossime Regionali gli elettori troveranno sulla scheda lo storico simbolo del Pci. O almeno alcuni di essi. Perché il simbolo comunista sarà presente solo nel voto in Toscana. E non poteva essere altrimenti visto che la Regione è una delle più rosse d’Italia. Senza dimenticare che proprio in Toscana, e più precisamente a Livorno, fu fondato il Pci nel 1921 per iniziativa della corrente massimalista del Psi.

Il candidato governatore del Pci di oggi, il 51enne Marco Barzanti, sarà presentato lunedì 24 agosto a Firenze. Sotto certi aspetti si tratta di un avvenimento storico. L’ultima volta che il nome e il simbolo del Pci sono stati sulle schede alle Regionali in Toscana è stato nel maggio 1990. Nel novembre 1989 Achille Occhetto aveva annunciato la “svolta” da cui, nel febbraio 1991, sarebbe nato il Pds. Chi proprio vuole mettere i puntini sulle i può sottolineare che sotto alla quercia del nuovo partito, la falce e martello e la scritta Pci erano rimasti. Ma per i compagni quello era sostanzialmente poco.

Da allora, però, la sinistra italiana ha vissuto di polemiche, esperienze governative e tante scissioni. Chi non accettò la svolta occhettiana, ad esempio, diede vita a Rifondazione comunista. Ma poi i partiti nostalgici dell’Urss si sono moltiplicati. Nel giugno 2016, a San Lazzaro di Savena il percorso è giunto al termine dopo una dura battaglia politica e legale durata più di un quarto di secolo. E così, trent’anni dopo il Pci sarà nuovamente presente alla competizione elettorale in Toscana, con il proprio nome e il proprio simbolo storico.

“Saremo presenti in quasi tutti i collegi ma non in tutti, perché una legge elettorale assurda ed antidemocratica mette le forze politiche che non sono già presenti in Consiglio regionale in una condizione di inaccettabile svantaggio se vogliono partecipare alla consultazione. Nonostante ciò, ce l’abbiamo fatta quasi ovunque”, ha spiegato qualche giorno fa Barzanti. Lo stesso candidato governatore, in un messaggio su Facebook ha annunciato: “Tra poche ore in Toscana presenteremo la lista per partecipare alle elezioni regionali e comunali. Attenderemo le valutazioni delle commissioni elettorali ma, dalle nostre verifiche la documentazione è completa secondo le norme di legge. Ringrazio ora tutte le Federazioni, le Sezioni, le Compagne e i Compagni che hanno lavorato sacrificando famiglia e tempo libero per il partito”. “Ringrazio- ha aggiunto. tutti gli autenticatori per la loro disponibilità e per averci consentito la raccolta delle firme (oltre 3400 quelle raccolte”. Barzanti dice grazie anche “ai cittadini che hanno firmato per il Pci, consentendoci di raccogliere le firme necessarie. Grazie per averci dato la possibilità di riportare il simbolo storico, quello vero del Pci sulla scheda elettorale dopo 30 anni”.

La notizia, però, potrebbe non far piacere al centrosinistra. La battaglia elettorale, infatti, sembra serrata, almeno secondo i sondaggi. Per la prima volta non si può escludere una clamorosa vittoria del centrodestra che candida Susanna Ceccardi alla guida della Regione. Ogni voto potrebbe risultare decisivo. E il terrore del Pd e di Renzi è che i comunisti duri e puri possano rimanere folgorati dalla falce e martello e votare Barzanti.


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