Tornava da un tour elettorale e si è sentito male in aereo: è in coma.

Il grave malore improvviso, le grida disperate, la perdita di conoscenza. Un video girato ieri con un telefono cellulare a bordo dell’aereo in volo dalla città siberiana di Tomsk a Mosca documenta la drammatica sequenza dell’avvelenamento di Aleksej Navalny

Il grave malore improvviso, le grida disperate, la perdita di conoscenza. Un video girato ieri con un telefono cellulare a bordo dell’aereo in volo dalla città siberiana di Tomsk a Mosca documenta la drammatica sequenza dell’avvelenamento di Aleksej Navalny, il più famoso (e coraggioso) oppositore politico di Vladimir Putin in Russia. Il pilota ha deciso per un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Omsk, dove Navalny è stato caricato su un’ambulanza e trasportato in ospedale. Qui è stato preso in cura dai medici che ne hanno riscontrato lo stato di coma. In serata è stato trasportato in eliambulanza «con tutte le attrezzature medice e specialistiche» all’ospedale Charite di Berlino. La prima diagnosi indica il sospetto di avvelenamento con ossibutirrato di sodio, un potente psicodislettico inodore e insapore che potrebbe essergli stato somministrato in mattinata all’aeroporto di Tomsk, dove il 44enne attivista politico aveva bevuto una tazza di tè.

Navalny stava rientrando nella capitale dopo una settimana trascorsa in Siberia a coordinare il lavoro politico del suo movimento in vista delle elezioni locali di settembre e le indagini sulla corruzione di esponenti del partito putiniano Russia Unita, che da anni documenta mettendo in difficoltà l’élite di potere che fa riferimento al presidente russo. Poiché le sue liste vengono sistematicamente impedite dal partecipare al voto, Navalny si stava impegnando per propagandare il cosiddetto voto intelligente, ossia il sostegno a qualsiasi candidato di altri partiti dell’opposizione in grado di battere i putiniani. A Novosibirsk, dove era sbarcato il 13 agosto, aveva notato di essere seguito e l’aveva segnalato ai suoi collaboratori. Avendo già subito in passato almeno due tentativi di omicidio, Navalny era sospettoso e preparato a ogni genere di aggressione, ma ieri mattina chi ha cercato di ucciderlo è stato più pronto di lui. Anche all’ospedale di Omsk suoi collaboratori si sono dovuti confrontare con una situazione inquietante. Consapevole che Navalny era in condizioni di salute gravissime e che salvargli la vita era questione di ore, il suo medico personale Anastasia Vasilieva ha chiesto formalmente alla presidenza russa l’autorizzazione per un suo rapido trasferimento all’estero mentre la moglie di Navalny Yulia faticava a ottenere di vedere il marito perché aveva con sé solo il passaporto e non un certificato di matrimonio.

Intanto tra Peshkov e la portavoce di Navalny Kira Yarmish si svolgeva un dialogo a distanza surreale e teso. Il portavoce del Cremlino assicurava che a Omsk Navalny era affidato «ai migliori medici», che gli risultava che si fosse fatto ricorso «alla telemedicina collegandosi con Mosca» e arrivava a rivolgere all’avversario numero uno del suo leader «auguri di pronta guarigione, come a qualsiasi altro cittadino russo».

La Yarmish, risentita da quella che le appariva una provocazione beffarda ha replicato a distanza: «Non so di quali medici migliori parli. Questo è un pronto soccorso, qui e nelle vicinanze non ci sono macchinari per l’analisi delle tossine che potrebbero aver avvelenato Aleksei e il suo medico non è stato autorizzato a vederlo». Nelle stesse ore, il rappresentante della politica estera dell’Ue Josep Borrell inviava un tweet in cui si diceva «preoccupato del sospetto avvelenamento di Navalny. Se confermato, i responsabili dovranno risponderne». E aggiungeva auguri di guarigione un po’ più credibili. La Cancelliera tedesca Angela Merkel, che si è detta «sconvolta», ha chiesto in serata alla Russia «chiarimenti urgenti» sul caso.


Fonte originale: Leggi ora la fonte