Toscana, il centrodestra spera. E i dem scappano dal duello

Alla Versiliana c’è la Ceccardi ma non lo sfidante Giani, in ferie. Salvini: attacchi segni di debolezza

L o si dice da tempo: questa è una campagna elettorale anomala. Colpa del Covid, certamente. E colpa dei tempi: visto che una campagna elettorale in piena estate è abbastanza insolita.

Ieri Matteo Salvini ha dovuto difendersi ancora una volta dagli attacchi di chi strumentalizza ideologicamente le sue uscite pubbliche mentre cercava di tenere, proprio in terra toscana, il basso profilo per lasciare i riflettori il giovane volto della candidata Susanna Ceccardi. La sua visita a un caseificio pisano di due giorni fa non era piaciuta e ieri Salvini ha replicato con sdegno: «Ho l’orgoglio di visitare tante aziende, questa è un’eccellenza non solo toscana ma italiana e leggere che qualcuno invita al boicottaggio perché hanno osato aprire le porte a Salvini mi sembra che davvero dimostri la paura che ha la sinistra in Toscana. Se fossero convinti del buon lavoro fatto non avrebbero bisogno di queste bassezze».

Che qualcosa non vada per il verso giusto proprio in Toscana lo dimostra il fatto che Eugenio Giani ieri ha disertato il faccia a faccia con la Ceccardi in programma alla Versiliana di Marina di Pietrasanta. Per il presidente del Consiglio regionale toscano imposto dal Pd come aspirante successore di Rossi alla guida della Regione, era impossibile intervenire perché in vacanza. Eppure la Ceccardi ha dimostrato di non essere eterodiretta elencando al convitato di pietra tutti i limiti della gestione rossa della Regione. Infrastrutture, ambiente, rifiuti e la difficile situazione economica sono i temi in ballo in uno scontro che da destra viene presentato non tanto come un assalto alla «Toscana comunista», ma come una sfida tra il «vecchio sistema» e il cambiamento. «Sono dieci anni che non si fa un’opera pubblica in Toscana – accusa la Ceccardi -. Altrove si discute di Alta velocità ma noi scontiamo una forte arretratezza del sistema ferroviario. Basti dire che per andare da Pisa a Siena ci vogliono due ore e che il 37% delle linee non sono elettrificate mentre il 40% delle linee è a binario unico».

Il coronavirus diventa, però, tema centrale della contesa elettorale soprattutto in Puglia dove Raffaele Fitto, proposto da Fratelli d’Italia quale candidato del centrodestra, si è appellato al governo per chiedere il commissariamento della Sanità pugliese. «È necessario togliere immediatamente la gestione di questa fase sanitaria del Covid dalla campagna elettorale – spiega Fitto -. Rinnovo la mia richiesta al Governo: usi i poteri sostitutivi conferiti dall’art 120 della Costituzione e nomini un terzo (un commissario ad hoc) che non abbia obiettivi elettorali. Il duo Emiliano e Pier Luigi Lopalco (chiamato dal governatore a dirigere la task force per la gestione dell’emergenza, ndr), ormai, è totalmente in confusione e non ha più la lucidità necessaria per mettere in atto tutti i provvedimenti conseguenti per salvaguardare la salute dei pugliesi».

Come la Ceccardi in Toscana, anche il deputato di Fratelli d’Italia Francesco Acquaroli tenta l’impresa. È la seconda volta che prova a togliere la guida della Marche al centrosinistra che la detiene da mezzo secolo. Questa volta i sondaggi lo danno favorito complice anche il fatto che sul governatore uscente, Luca Ceriscioli, pesa l’ombra di una bocciatura comminata dal suo stesso partito, il Pd, che non lo ha ricandidato.

Insomma quello che non è riuscito alla Borgonzoni in Emilia Romagna, in un’epoca pre-Covid (che sembra così lontana), potrebbe riuscire a candidati del centrodestra che potrebbero espugnare per la prima volta «roccaforti» rosse dopo cinquant’anni. Tanto che c’è chi ci scherza sopra e ipotizza un’insolita coincidenza dell’innalzamento del livello di allarme per la diffusione del virus in questa seconda ondata, con la possibilità che un nuovo lockdown possa arrivare proprio alla vigilia delle consultazioni di fine settembre.


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