Toscana, il Pd trema sempre più: ora chiede aiuto pure alla Cgil

Ora il Pd chiede aiuto al Sindacato dei Pensionati Italiani che mette in moto tutte le suo risorse per riuscire a portare al seggio più persone possibile

A mali estremi, estremi rimedi. Prima le Sardine, ora i il sindacato. Il Partito democratico, consapevole di dover fare i salti mortali per restare in piedi persino in una delle storiche roccaforti rosse, le sta provando proprio tutte in Toscana. Dopo la sorpresa dei sondaggi che vedono una Susanna Ceccardi che marca stretto il candidato della sinistra Eugenio Giani, sembra che i piddini vogliono ora salvare il salvabile. Una spinta è arrivata dalle Sardine di Mattia Santori, che nonostante il Covid sono tornate nelle piazze (con debita distanza e poca esaltazione) a screditare la candidata della Lega. Cercando così, di replicare il sostegno al Pd come in Emilia Romagna.

Ma non basta. E così la sinistra fa pace con i sindacato e in particolare la Cgil. A venire in soccorso questa volta è il Sindacato dei Pensionati Italiani (Spi) che vanta oltre 2,7 milioni di aderenti in tutta Italia. Se il rischio è quello di non farcela neanche in Toscana la sinistra adesso prova a portare alle urne quanti più elettori possibile. Il ruolo dello Spi è semplice, aiutare chi ha più difficoltà a recarsi alle urne tra domenica e lunedì. Il lavoro di mobilitazione è iniziato con una serie di telefonate nelle case degli anziani. Un modo per sensibilizzare gli elettori sull’importanza del voto. Per raggiungere il seggio, invece, vi sarà un’organizzazione impeccabile. Il servizio di pullman pensato da Spi passerà di portone in portone così da garantire a chiunque voglia andare a votare un passaggio comodo, veloce e che scansi la possibilità di mettere a rischio i cittadini a causa del contagio da Covid19. Per gli assembramenti in fila fuori dalle scuole la soluzione suggerita dal sindacato è quella di recarsi, con loro, al seggio di lunedì mattina. Quando l’affluenza si preannuncia minore rispetto al weekend.

Che sindacato e Pd avessero avvicinato il mignolino per fare la pace lo si poteva intuire già un mese fa, quando, come riporta Libero, il candidato della sinistra Eugenio Giani in una lettera aveva espressamente elogiato il progetto dal nome “A casa in buona compagnia”. Una campagna che lo Spi aveva dedicato agli anziani in difficoltà che si trovavano ad affrontare da soli l’emergenza del Coronavirus. Per l’occasione Giani aveva esultato: “Essere tra le Regioni più longeve del mondo non può che farci piacere perché testimonia la qualità della vita nella nostra Regione”.

E se l’aiuto degli anziani alle urne non dovesse bastare ecco che parte la campagna “L’impresa dei mille”. L’idea è partita da Guelfo Guelfi, consigliere d’amministrazione della Rai, che ha lanciato una raccolta firme per sollecitare l’elettorato di sinistra. L’ennesima toppa per ricucire gli strappi di una campagna elettorale inesistente dei dem che adesso si trovano a fare i conti con l’avanzata leghista. Persino in Toscana. “Facciamo uno spot, facciamo boom, ci sono in giro un sacco di voti che non pensano di dover fare qualcosa, va fatto sentire che quel gesto, il loro gesto serve a loro, serve a qualcosa. 1000 firme per dire chi siamo e che vale davvero la pena di essere chi siamo stati”. Una sorte di scioglilingua enfatico e ansiogeno dal quale trapela tutta la preoccupazione di una sinistra consapevole di dover affrontare una battaglia all’ultimo voto.


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