Trascritta un’adozione per una coppia di gay. E ora scoppia la bufera

Una coppia omosessuale ha registrato l’adozione di un bambino presso il Comune di Deruta. La spiegazione dell’ufficio anagrafe

La registrazione dell’adozione di un bambino, da parte di una coppia omosessuale, nel registro di nascita del Comune di Deruta, in provincia di Perugia, a insaputa del sindaco, Michele Toniaccini, ringraziato pubblicamente dai due genitori per una decisione da lui mai presa: è questo, in estrema sintesi, l’episodio che ha acceso la polemica su un fatto a dir poco singolare.

Un episodio singolare

Tutto è partito da un post pubblicato su un gruppo social da parte di un neo genitore, una donna originaria di Deruta che lavora in Germania e che, sempre qui, riesce ad avere un figlio: “Finalmente, dopo mesi e mesi di peripezie, questo percorso è concluso… Da oggi sono a tutti gli effetti genitore di mio figlio anche per la legge italiana!“. Il punto, come detto, è che il sindaco della città, alla notizia di quanto accaduto, è letteralmente caduto dalle nuvole: “Io non ne so niente“.

Apriamo una piccola parentesi. In Germania, come in altri Paesi del mondo, e contrariamente a quanto previsto dalle leggi italiane, l’adozione di un bambino è consentita anche alle coppie formate da due persone dello stesso sesso. “Vorrei ringraziare pubblicamente gli addetti e la giunta del Comune di Deruta che hanno trascritto la sentenza di adozione tedesca direttamente senza problemi“, si legge ancora nel post.

Scoppia la polemica

Il sindaco Toniaccini ha subito richiesto “una dettagliata relazione agli uffici comunali” che hanno trascritto il provvedimento di adozione, aggiungendo, come riporta Terni Today, che funzionari e dipendenti hanno agito in maniera del tutto autonoma. Una domanda sorge spontanea: alla luce di quanto emerso, sono state rispettate tutte le leggi vigenti in Italia?

Toniaccini è stato chiaro. Da un punto di vista politico ha spiegato di essere distante da scelte del genere, ma questo non può tuttavia “interferire” in alcun modo con l’operatività degli uffici comunali. D’altro canto Saimir Zmali, coordinatore regionale del Popolo della Famiglia, ha parlato di “forzatura giuridica“, facendo presente che “con la sentenza 230 del 20 ottobre 2020, la Consulta ha esplicitamente stabilito che in materia di genitorialità gay la decisione deve spettare al legislatore, perché ad oggi l’ordinamento giuridico italiano non riconosce l’omogenitorialità“. “Sul delicato tema, la Consulta vieta esplicitamente le fughe in avanti dei comuni, finché non ci saranno decisioni del legislatore“, ha aggiunto il coordinatore Zmaili.

La risposta dell’ufficio anagrafe

In ogni caso l’ufficio anagrafe di Deruta ha trasmesso al sindaco una relazione che ha come oggetto la “Richiesta informazioni trascrizione sentenza di adozione tedesca”, in cui si spiega l’iter seguito. Lo scorso 5 novembre – si legge nel testo – è arrivata la richiesta avente ad oggetto “trascrizione di sentenza straniera di adozione del figlio del coniuge -F.A.“. Le parti interessati erano due cittadine italiane iscritte all’AIRE del Comune di Deruta (ovvero Anagrafe degli italiani residenti all’estero) ma residenti in Germania.

Il caso in questione, si legge ancora, è stato inquadrato nella materia di “adozione nazionale estera“, un caso distinto dall’adozione internazionale. La distinzione tra i due concetti è stata tracciata “dalla Corte Costituzionale con sentenza n.76/2016“, in cui si precisa che “i provvedimenti stranieri di adozione nazionale estera sono riconoscibili automaticamente e vanno presentati all’ufficiale di Stato Civile direttamente per la trascrizione“.

Tra le altre spiegazioni fornite, l’ufficio anagrafe di Deruta cita la legge di diritto internazionale privato n.218/1995, che prevede “come regola generale, l’automatica efficacia in Italia di sentenze straniere che rispettino alcuni requisiti basilari di compatibilità con l’ordinamento italiano“. Dunque le sentenze straniere, con legalizzazione e traduzione in italiano, possono essere presentate “per la trascrizione in Italia“, anche al Comune, direttamente dall’interessato. Detto altrimenti, “a stabilire la genitorialità omoaffettiva non è stato il Comune di Deruta” bensì un giudice di un’autorità giudiziaria straniera.


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